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Archivi categoria: Benefici cristianesimo e cattolicesimo nella storia

Svezia: nelle scuole torna l’insegnamento del cristianesimo.

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Fedeli al simbolo presente sulla bandiera nazionale, la scuole svedesi, per lo meno nelle nove classi obbligatorie per legge, hanno scelto di tornare ad insegnare il cristianeismo nell’ora di religione, a partire dal prossimo anno scolastico. Questa la prima decisione pubblica del nuovo governo svedese, guidato dal conservatore Fredrik Reinfeldt, ed espressa dal ministro dell’Istruzione, Jan Björklund. Finora, riporta Radio Vaticana, l’insegnamento della religione sarebbe dovuto servire ad aprire un dialogo riguardante la fede e la concezione della vita, destando curiosità e interesse per la religione. Il ministro ha motivato la propria decisione con l’indiscusso ruolo che il cristianesimo ha svolto per lo sviluppo storico e civile della Svezia e l’innegabile influsso che esercita sulla nazione e sull’Europa. Secondo un sondaggio condotto dalla stampa locale, il 76% degli svedesi è favorevole alla decisione.

 

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    La fiction su Pio XII riceve il plauso dagli storici.

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    Dopo aver fatto fuori Distretto di Polizia 10 senza troppi complimenti, la fiction di Rai1, Sotto il cielo di Roma, vince anche contro Il Grande Fratello. Così la bellissima serie TV su Pio XII si aggiudica la serata con 5.726.000 spettatori, pari a uno share del 20,63% (vedi dati su CineTV e Auditel). Nonostante le già previste polemiche del Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni (tra l’altro successore del Rabbino capo di Roma Eugenio Zolli che si convertì al cattolicesimo proprio nel 1945 e si fece battezzare con il nome di “Eugenio Pio Israel Zolli“, in forma di gratitudine verso l’operato della Chiesa e del suo Pontefice nei confronti degli ebrei di Roma), la fiction è assolutamente attendibile dal punto di vista storico, anche perché una commissione di storici ha valutato i documenti sull’azione del papato in quel periodo. Anche secondo il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce, «la fiction dà un contributo di equilibrio. Gli argomenti, grazie anche alla professionalita’ della Lux Vide, sono trattati in maniera non faziosa, e riproporre episodi importanti della nostra storia recente è un diritto-dovere del servizio pubblico» (da Ansa.it e Il Giornale).

    Un componente della commissione di storici, Giovanni Capetta, è stato intervistato da Il Sussidiario, e ha dichiarato: «E’ un Papa che, nonostante il grande dibattito sulla sua figura, è ancora in larga parte da scoprire. Anche per quanto riguarda la questione più controversa: i cosiddetti “silenzi” sulla deportazione degli ebrei, su cui ci sono diversi aspetti ignorati non solo dai suoi detrattori, ma anche nello stesso ambiente ecclesiale». Infatti, continua lo storico Capetta, «è assolutamente impossibile che quanto fatto in favore di ebrei e dissidenti antifascisti da parte di conventi e parrocchie romane fosse solo l’iniziativa di alcuni preti “di sinistra”. Pio XII e i suoi più stretti collaboratori erano perfettamente a conoscenza di quanto avveniva, e si batterono strenuamente per difendere l’extraterritorialità delle istituzioni religiose di Roma, per impedire ai nazisti di varcarne la soglia». C’è comunque chi insiste a ritenere il tutto una spinta di generosità e non l’obbedienza ad un ordine del Pontefice, come se 4.500 ebrei potessero venire accolti in accolti in 290 istituti religiosi e conventi di clausura sotto le sue finestre, senza la sua approva­zione o addirittura a sua insapu­ta… Non a caso – sempre secondo Capetta – nella zona di San Giovanni in Laterano si erano rifugiati tre quarti del Cln, mentre nella cittadella del Gianicolo, allora collegio di Propaganda Fide, si trovava una fattoria con mucche e altri animali, rifornita da camion provenienti da tutto il centro Italia, con lo scopo di accogliere e proteggere gli ebrei. «E gli input per queste operazioni provenivano direttamente da Pio XII e dai suoi stretti collaboratori – prosegue Capetta -, attraverso intermediari che portavano in gran segreto le direttive del Papa in parrocchie e conventi». Ma come sottolinea anche Francesco Arlanch, autore della sceneggiatura, «Pio XII ricorse anche a dei veri e propri messaggi cifrati».

    Lo storico ebreo Paolo Mieli, ex direttore de Il Corriere della Sera, dichiara invece: «La figura di Papa Pacelli mi ha sempre incuriosito e quindi sul suo pontificato mi sono documentato, con passione, come storico. Posso trarre tre conclusioni di fondo: la prima è che il Papa, nel momento della deportazione, diede un aiuto concreto agli ebrei romani: il calcolo approssimativo è che almeno 4.500 ebrei trovarono ospitalità e protezione in istituti religiosi e in conventi. Il Papa era sicuramente al corrente di quello che avveniva nei conventi romani, a parte il fatto che in quegli stessi conventi stava nascosto metà dell’antifascismo militante che operava a Roma, e che esistevano costanti colloqui tra Vaticano e gli esponenti di quell’antifascismo. Un ordine scritto, una presa di posizione pubblica sarebbe apparsa come una sfida intollerabile e avrebbe provocato dei danni incalcolabili, senz’altro maggiori di quelli che erano già accaduti. La seconda considerazione è che non esiste alcuna prova, qualsiasi tipo di prova, di una connivenza del Papa con il nazismo. La terza è che lo stesso mondo ebraico ha certificato, per almeno venti anni, gratitudine a Pio XII per il suo operato. Si possono ricordare le parole di Golda Meir, premier israeliano (che disse: “Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime. Piangiamo la perdita di un grande servitore della pace”), ma persino una “Settima” di Beethoven suonata per il Papa dall’Orchestra di Israele. Poi, ogni tanto arrivano altre opinioni e oggi c’è indubbiamente una divisione nel mondo ebraico sulla figura di Pio XII. Ma i documenti e i fatti storici sono quelli che ho ricordato». Mieli conclude: «Da un punto di vista storico si può affermare che non c’è nulla che, nei rapporti con il nazismo e nelle varie vicende degli ebrei, possa essere imputato al Papa. L’aiuto concreto agli ebrei c’è stato e, ripeto, un ordine scritto, una presa di posizione pubblica sarebbe stata controproducente» (da Il Sussidiario).

    Il giornalista e storico Andrea Tornielli, che ha partecipato nel 2009 ad un incontro tra storici ebrei e storici cattolici proprio sulla figura di Pio XII e ha potuto accedere a documenti del tutto inediti sulla figura del Pontefice, aggiunge: «Chi accusa di solito Pio XII di essere esponente di una Chiesa verticista, che aveva bisogno solo di esecutori, lo ritiene poi capace di non sapere quello che accadeva negli istituti religiosi romani. In realtà, il Papa e il suo Sostituto alla Segreteria di Stato sapevano benissimo tutto. Si pensi al ruolo che Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, svolgeva con Pio XII e ai rapporti che lo stesso Montini aveva con gli esponenti dell’antifascismo, che vivevano ospiti negli stessi conventi romani, a contatto con gli ebrei salvati. Diciamo piuttosto una verità che è scomoda per molti: se il Papa avesse fatto una dichiarazione pubblica oppure avesse firmato un ordine scritto, sarebbe certo stato apprezzato dai posteri, ma avrebbe potuto provocare reazioni disastrose soprattutto per i perseguitati. In realtà su Papa Pio XII ci sono una infinità di luoghi comuni. I primi ad attaccare il suo “silenzio” furono i giornali di Stato sovietici all’inizio degli anni ’40, quando dal patto Ribbetrop-Molotov si passò all’invasione tedesca dell’Urss. Poi periodicamente, a seconda dei momenti storici, c’è chi tira fuori dal cassetto questa polemica» (da Il Sussidiario).

     

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    La storica Pellicciari: Pio IX? Grande profeta e paladino della civiltà.

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    La saggista e storica italiana, Angela Pellicciari, ha dedicato un articolo su Il Tempo alla rivalutazione storica della figura di Pio IX, dimostrando la veridicità delle parole pronunciate in un’occasione da Benedetto XVI. In realtà, dice la storica Pellicciari, «Pio IX è stato definito inadeguato alla situazione, ma in realtà è stato il difensore della civiltà cristiana contro il vandalismo risorgimentale che deruba la Chiesa di tutti suoi beni e rende gli italiani un popolo di emigranti. Grandissimo papa che ha difeso la verità storica e la civiltà cristiana. Un papa da rileggere e da riscoprire. Un papa profetico che ha predetto con decenni di anticipo che all’illegalità e al sopruso liberale avrebbe fatto seguito l’abominio della dottrina e pratica comuniste». Sul sito Radici Cristiane.it, troviamo un approfondimento interessante della biografia di Pio IX, in cui viene spiegato come fin dalla sua elezione, ebbe il plauso degli ebrei di Senigallia, che lo definirono “Stella e gaudio delle speranze dei popoli”. Intervenne per rendere il ghetto agibile dopo l’alluvione del Tevere ed incluse poi nella lista dei suoi figli più poveri, da aiutare annualmente, anche i poveri della comunità ebraica romana. Oltre al suo illuminante pontificato, papa Ferretti fu anche un benefattore del progresso: ad esempio istituì una commissione per studiare la promozione di “strade ferrate”, dalla valle del Tevere all’Appennino. Amico personale del gesuita astronomo Angelo Secchi, fondatore della spettroscopia, aiutò a dotare Roma di modernissimi osservatori astronomici e a strutturare, con Lorenzo Respighi, la nuova scienza dell’astrofisica. Assieme a Paolo Volpicelli, si preoccupò di dotare l’Istituto di Fisica de “La Sapienza”, di moderne attrezzature.

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    Bibbia nelle scuole grazie a 10mila intellettuali: «non si capisce l’occidente senza il cristianesimo».

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    Recentemente il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini si è mostrata d’accordo sulla lettura della Bibbia nelle scuole. Alle spalle del movimento promosso da Biblia stanno, come riporta Il Corriere della sera, personalità quali mons. Gianfranco Ravasi, Giuseppe De Rita, Claudio Magris, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Amos Luzzatto, Margherita Hack, Tullia Zevi, per citare solo alcune delle oltre diecimila firme apposte al primo appello a sostegno dell’ iniziativa. In questi giorni, riporta NewNotizie.it, il governatore del Veneto Luca Zaia, ha provveduto alla distribuzione delle Sacre Scritture nelle scuole della regione. La Gelmini ha dichiarato: «Giudico molto positivamente l’iniziativa del governatore del Veneto. La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare cittadini responsabili e adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana». Ha poi aggiunto: «E’ quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un Testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti. Conoscere la Bibbia significa conoscere le nostre radici e la nostra storia. Un insegnamento – ha poi concluso – che i ragazzi devono imparare ad apprendere prima possibile, per poterlo interpretare correttamente nella propria vita». Per il Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, l’iniziativa ”è un passo di civilta”. La Bibbia è il libro più tradotto, più diffuso e più letto al mondo. Secondo una recente indagine Eurisko il 75% degli italiani ha in casa una Bibbia, mentre La Online Computer Library Center ha stilato la lista dei libri 1000 libri presi in prestito più di frequente dai lettori di tutto il mondo. Anche in questo caso la Bibbia è il libro più richiesto e letto (leggi l’articolo). Secondo il Dr. Luke Johnson dell’Università di Emory, (Georgia, USA) la Bibbia è stata stampata almeno cinque miliardi di volte dal 1815 a oggi. Un successo che supera notevolmente ogni altro libro mai pubblicato.

     

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