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Quando la donna è più forte di chi vuole costringerla ad abortire.

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Non fatevi ingannare, dice una donna che scrive a il bioetico Gianfranco Amato, che pubblica su Il Sussidiario.
La pillola abortiva RU486 non è affatto un’alternativa dolce all’intervento chirurgico. Le pillole da prendere, in realtà, sono due: con la prima si uccide il feto, con la seconda si causano le contrazioni necessarie per la sua espulsione. Viene spacciato come un metodo più semplice e psicologicamente accettabile, più moderno, più rispettoso dell’integrità fisica e psichica della donna, meno invasivo e meno rischioso. In realtà, l’esperienza di molte donne che sono ricorse alla RU486 racconta un’altra storia. Dopo che hai ingoiato la prima pillola, sai che quel giorno stesso tuo figlio morirà, e resterà attaccato lì, morto, dentro il tuo ventre. Il suo cuoricino, che il giorno prima hai ascoltato durante l’ecografia, smetterà di battere. Per sempre. È l’effetto della prima pasticca, che tu devi mettere in bocca da sola, perché da sola sei lasciata a sopprimere quella vita che tu stessa hai deciso di eliminare. La cruda descizione continua.

Su New Scientist i risultati di uno studio: il feto si muove di più in risposta allo stress materno e anche quando la madre è felice. Il corpo della mamma influenza il feto, ma anche il feto influisce sulla mamma.”

Dall’Argentina una bella storia: un ragazzo trova con Facebook sua madre che lo aveva abbandonato alla nascita: “Grazie per aver avuto il coraggio di farmi nascere e di non aver abortito”.

Su Catholic News Agency la notizia che il 70% degli irlandesi sostiene la tutela costituzionale per i nascituri, compreso il divieto di aborto. Un leader pro-life ha detto che ciò è “estremamente rassicurante”. I risultati mostrano “uno schiacciante sostegno pubblico” per i bambini non ancora nati e le loro madri.

Dal Messico un’altra bella storia: una ragazza di 11 anni che è quasi alla 18° settimana di gravidanza è riuscita a togliersi dalle grinfie di gruppi di femministe che la pressavano verso l’aborto. La ragazza sta ora ricevendo adeguate cure mediche per sé e il suo bambino che vuole far nascere.

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