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“UAAR” e Raffaele Carcano speculano sui divorzi e sui figli coinvolti.

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Il sito ultraateo ha pubblicato un articolo di Raffaele Carcano, presidente uaarino, il quale commenta i risultati dell’ISTAT che sottolineano l’aumento dei divorzi in Italia nel 2008: da 3,4 al 7,4% (si può trovare su internet). Ovviamente non sono presenti giudizi poiché per preservare conflitti di pensiero con i suoi membri, l’associazione si è autoimposta di non riportare giudizi personali ma pubblicare soltanto la notizia, lasciando il commento ai suoi afecionados (una trentina i più attivi e militanti). Le statistiche però non sembrano parlare di matrimoni religiosi, includendo così anche le separazioni delle coppie “atee” (che probabilmente hanno fatto lievitare i numeri). Ma sopratutto in queste disgrazie sono coinvolti circa 100mila figli, che vedono i genitori litigare e separarsi. L’ISTAT riporta che nel 79% delle separazioni, la divisione ha riguardato coppie con figli e più della metà (il 52,3%) delle separazioni e oltre un terzo (il 37,4%) dei divorzi provengono da matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni (da Avvenire). Di fronte a questi drammi famigliari l’associazione degli atei gioisce e lascia pubblicati commenti del tipo: “fine della famiglia”, “Amen”, “Sigla di coda”, “Riposi in pace”, “Morte della famiglia cattolica” ecc… Profetico fu Chesterton quando disse: «Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa». (Chesterton, Ortodossia, 1908).

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