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Università del Nebraska: nuove generazioni molto più religiose, ateismo si stabilizzerà.

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Il 25 agosto il Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, ha dichiarato in un incontro al Meeting di Rimini: «Dio è tornato. Pertanto oggi la domanda cruciale non è più: “Esiste Dio?”, ma piuttosto, “Come aver notizia di Dio?» (guarda video su Youtube). Ovviamente ciò ha scatenato molte isteriche reazioni delle cricche ateologhe (compresa quella che si fa chiamare “razionalista”). Proprio il giorno successivo però, il 26 agosto, tantissime riviste scientifiche online, come Science Daily, Physorg.com e Scientific American, hanno ripreso i risultati di una ricerca sociologica dell’ Università del Nebraska, la quale dimostra come la Generazione X, identificativa dei soggetti nati alla fine degli anni ’80 ed inizi anni ’90, sono significativamente molto più fedeli alla religione e che la crescita dell’ateismo è destinata a stabilizzarsi. I risultati sono stati pubblicati originalmente nell’ultimo numero di The Journal for the Scientific Study of Religion da parte del sociologo Philip Schwadel. La Gen-Xers, in confronto alla generazione precedente (chiamata Baby Boomer), ha il 40-50% di probabilità in più di aderire alla religione o rimanere religiosa. Nel tempo tutto ciò si tradurrà in una nazione più stabile in termini di religiosità.

Il sociologo ha esaminato risposte di più di 37.000 americani nati tra il 1973 e il 2006. Ha dichiarato rispetto alla non credentza: «La percentuale degli americani senza appartenenza religiosa [che non vuol dire atea…] è raddoppiata nel 1990 ed è continuata ad aumentare nel 21° secolo (16%). Ma i dati suggeriscono che questa crescita di non-appartenenti si stabilizzerà molto presto». Schwadel attribuisce l’aumento del numero di non religiosi al cosiddetto “effetto 1960”, cioè quel fenomeno di ribellione dalla religione avvenuto in quegli anni di follia. «Gli adulti di quel tempo -continua Schwadel- hanno quindi allevato i loro figli (cioè la Generazione X) in un ambiente non religioso. Tuttavia la ricerca mostra che questa generazione si sta comportando in modo diverso rispetto ai loro genitori, anche se resiste sopratutto nei soggetti più adulti della fascia esaminata, una certa inimicizia verso la religione organizzata».



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