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La meteorologia compie 150: fu fondata dal devoto cristiano FitzRoy.

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La meteorologia, la disciplina scientifica che studia e prevede i fenomeni fisici che avvengono nell’atmosfera terrestre, ha compiuto da poco 150 anni. La Stampa ricorda che la prima volta che comparve fu sulle pagine del Times il 6 settembre 1860. Il padre della meteorologia è Robert FitzRoy, grande naturalista che dedicò la sua vita alla scienza, a Dio e all’avventura. Navigò dall’Equatore a Capo Horn, educando al cristianesimo i bambini indigeni e accompagnando il grande Charles Darwin nel suo viaggio verso le radici della vita.

Non è un caso che anche questa disciplina scientifica debba le fondamenta ad un cristiano. Così lo è la biologia, fondata dal gesuita Spallanzani; l’elettricità fondata dal terziario francescano Luigi Galvani; la chimica, fondata dal cattolico Antoine Lavoisier; l’elettromagnetismo, fondato dal cattolico André-Marie Ampere; l’analisi matematica, fondata dal cattolico Augustin-Louis Cauchy; la spettroscopia astronomica, fondata dal gesuita Angelo Secchi; la genetica, fondata dal monaco cattolico Gregor Johann Mendel; la microbiologia, fondata dal cattolico Louis Pasteur; la geologia e la paleontologia, fondate dal sacerdote cattolico Antonio Stoppani; la termodinamica, fondata dal presbiteriano Kelvin; la quantistica, fondata dal cristiano Plank; la statistica, fondata dall’anglicano Fisher; la teoria del Big Bang (e quindi la cosmologia moderna), fondata dal gesuita Lemaitre e così via….

Esperto di lingue, di ballo e di fioretto, entrato a 12 anni al Royal Naval College, religioso fervente e praticante, il 27 dicembre del 1831 parte con il proprio equipaggio alla volta della Terra del Fuoco al comando del Beagle, a bordo c’è il naturalista Charles Darwin. Successivamente diventerà prima deputato conservatore, poi governatore della Nuova Zelanda, ma la sua deplorevole insistenza nel voler considerare i diritti dei maori identici a quelli dei bianchi irritò la Regina che lo convocò in patria e lo mise a capo del servizio meteorologico, una struttura sostanzialmente inesistente relegata in una stanzetta illuminata da una vetrata opaca, che dovrebbe limitarsi a registrare le variazioni delle piogge e dei venti. FitzRoy, diventato membro della Royal Society per meriti scientifici dopo essersi inventato un barometro che porta il suo nome, servendosi del telegrafo, per la prima volta nella storia comunica all’intero Paese il tempo che troveranno le navi nelle ore successive.

Dopo il primo successo, diventò presto lo zimbello dell’Inghilterra per gli inevitabili errori che accompagnano un cammino iniziale. Per l’opinione pubblica la meterorologia era vista come un’esperienza a metà tra la magia e il gioco di prestigio, dunque un insulto all’intelligenza umana e divina, l’ennesimo tentativo per screditare la scienza e minacciare la fede in Cristo. Dopo che la diffidenza diventò ostilità e i complimenti si trasformano in insulti tanto che non potrà più camminare per strada senza essere deriso, una mattina colpito da una forte tristezza, decise di togliersi la vita. Robert FitzRoy è sepolto a Londra nel cimitero di fronte alla chiesa di Tutti i Santi nell’Upper Norwood.

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    1. “Non è un caso che anche questa disciplina scientifica debba le fondamenta ad un cristiano” dice l’articolo. Starei molto attento nell’azzardare giudizi del genere. Non c’é dubbio che il metodo scientifico (così come per dire la tolleranza e la democrazia: nell’insieme il successo della civiltà occidentale !) pur con nobilissime ragioni fondative nella tradizione cristiana si siano storicamente imposti come pilastri della nostra società a dispetto dell’opposizione dell’autorità ecclesiastiche. Tanto per dire esemplificando, tra le personalità citate non saprei quanto i successi scientifici di Lavoisier o dello stesso FitzRoy siano debitori della loro fede religiosa piuttosto che del tanto deprecato (da partre cattolica) illuminismo. Cercare di negarlo rischia a mio parere di replicare la stessa ottusità che riconosco nello UAAR.

    2. Con rispetto e gratitudine per il vostro lavoro, aggiungerei al mio commento precedente una piccola provocazione. Perché allora non includere nell’elenco anche Charles Darwin, che sul finire della vita in seguito soprattutto alla morte della figlia bestemmia la fede ma che pure era arrivato alla teoria dell’evoluzione da credente, nel tentativo anzi di dimostrare come i fossili si susseguano negli strati geologici nello stesso ordine che ritroviamo nel racconto della creazione ?

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