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Video-testimonianza shock: «sono una sopravvissuta all’aborto, soppressa per i diritti della donna».

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Anche noi abbiamo deciso di pubblicare una già diffusissima video-testimonianza. Si tratta di uno sconvolgente discorso rilasciato l’8 settembre 2008 davanti al Parlamento australiano (ma anche il 22 aprile 1996 ed il 20 luglio 2000 davanti al Sottocomitato Giudiziario del Congresso sulla Costituzione americana) da Gianna Jessen. La donna è una ventitreenne americana che è stata abortita perché ritenuta indegna di vivere, ed è invece miracolosamente sopravvissuta. Sua madre, come racconta nel video, si è rivolta alla Planned Parenthood nella California (il più grande ente abortista del mondo) al settimo mese di gravidanza. Un aborto tardivo come ne vengono fatti a migliaia: consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero della madre, la quale viene inghiottita dal bambino. La soluzione salina corrode letteralmente il piccolo dentro e fuori e la madre partorisce così un corpo morto entro 24 ore. Questo è quanto è capitato a Gianna, la quale è però riuscita a sopravvivere (e come lei tanti altri), probabilmente anche perché il medico abortista non era presente in quel momento. Ha così iniziato ad accettare gli inviti provenienti da ogni parte del mondo, e il video che vi mostriamo sotto ne è una testimonianza (i sottotitoli sono in italiano). Testi integrali dei suoi discorsi è comunque possibile trovarli sul sito Postaborto.it. Ecco alcuni passaggi: «Sono felice di essere viva. Sono quasi morta. Ogni giorno ringrazio Dio per la vita. Non mi considero un sottoprodotto del concepimento, un pezzo di tessuto, o un altro dei titoli dati ad un bambino nell’utero. Ho incontrato altri sopravvissuti all’aborto, sono tutti grati per la vita. Quando parlo, non parlo solo per me stessa, ma per gli altri sopravvissuti ed anche per quelli che non possono parlare…Oggi, un bambino è un bambino, quando fa comodo. È un tessuto o qualcos’altro quando non è il momento giusto. Lo slogan oggi è: “libertà di scelta, la donna ha il diritto di scegliere”, e intanto la mia vita veniva soppressa nel nome dei diritti della donna. Tutta la vita è un dono del nostro Creatore, dobbiamo onorare il diritto alla vita. La morte non ha prevalso su di me… ed io sono così grata!!!»



 

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