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Archivi categoria: False accuse alla Chiesa

Israele premia una suora cattolica per aver salvato ebrei durante il nazismo

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Ancora un riconoscimento da parte del Governo israeliano a una religiosa cattolica che, durante la seconda guerra mondiale, si è prodigata per salvare ebrei dalle retate naziste…(continua a leggere)

I medici e le donne africane danno ragione al Papa sulla questione del preservativo.

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Hanno destato scalpore le anticipazioni sul libro-intervista di Benedetto XVI circa l’uso del condom in alcuni casi particolari. Il Papa non ha affatto giustificato moralmente l’esercizio disordinato della sessualità, ma ritiene che l’uso del profilattico per diminuire il pericolo di contagio dell’AIDS, sia un primo atto di responsabilita, un primo passo sulla strada verso una sessualità più umana, piuttosto che il non farne uso esponendo l’altro al rischio della vita. Per questo padre Federico Lombardi ha dichiarato che questa «non può essere certo definita una svolta rivoluzionaria». Il profilattico continua comunque a rimanere non strettamente necessario. Prima di sentire il parere dei medici, vale la pena ascoltare le parole delle donne africane, come ad esempio Rose Busingye, infermiera ugandese che passa la sua vita ad accogliere e curare gli ammalati di Aids a Kampala: «In pochi anni si è passati dal 21 per cento della popolazione infetta al 6,4 per cento di oggi. Lo abbiamo fatto senza distribuire preservativi, ma educando le persone. Anche grazie al nostro presidente. Qui non abbiamo medicine, si muore di malaria, di dissenteria. E ci vogliono mandare i preservativi. Ma che coraggio hanno di fronte al mondo di dire che il bisogno dell’Africa è un preservativo?» (da Il Foglio, 20/3/09).

Il dott. Renzo Puccetti, specialista in Medicina Interna e Segretario dell’associazione “Scienza e Vita” di Pisa e Livorno, membro dell’Unità di Ricerca della European Medical Association e Ricercatore in merito all’utilizzo dei contraccettivi, spiega perché il Papa ha ragione quando afferma che l’uso del profilattico non basta per combattere l’AIDS, ma occorre innanzitutto un cambiamento culturale. Lo scienziato parla del suo libro, intitolato appunto: “Il Papa ha ragione”, scritto in occasione delle dichiarazioni del Papa sul profilattico durante il suo viaggio in Africa: «Insieme a Cesare Cavoni, abbiamo svolto un lavoro per cercare di mettere in evidenza i fatti: che cosa disse veramente il Papa, come la stampa ci ricamò sopra con notevole creatività, quali sono gli effetti della strategia volta a contrastare l’AIDS in Africa affidandosi alla distribuzione e diffusione del preservativo, conosciuti attraverso le fonti clinico-epidemiologiche. Nel nuovo libro il Papa dice che il preservativo “non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione da HIV”. Non mi sembra di notare alcun mutamento di posizione. Quello a cui si riferisce, la giustificabilità dell’uso del preservativo da parte di una prostituta, mi pare costituisca un classico esempio di applicazione della casistica in ambito morale. Ora è chiaro che le parole del Papa non giustificano certamente la moralità della prostituzione, una intrinseca falsificazione del significato dell’atto sessuale, ma colgono nell’uso del preservativo da parte di questa donna concreta un primo passo verso una presa di coscienza della dignità del proprio corpo come entità inscindibile dalla propria persona».

Perché la contraccezione non riduce gli aborti?
Il dott. Puccetti risponde: «Teoricamente per impedire gli aborti e realizzare i propri obiettivi riproduttivi affidandosi alla contraccezione le donne dovrebbero adottare metodi contraccettivi in modo perfetto per circa 27 anni, un obiettivo che per chi conosce i dati è del tutto irrealistico. Inoltre molte fonti attestano che i determinanti immediati dell’aborto non poggiano solamente sulla contraccezione, ma vi sono molti altri elementi, soprattutto di ordine comportamentale a loro volta radicati nella formazione delle convinzioni. La promozione e diffusione della contraccezione si associa a cambiamenti comportamentali caratterizzati da un maggior rischio di gravidanze indesiderate ed una maggiore attitudine ad abortire in tali circostanze vanificando, o persino capovolgendo l’attesa riduzione degli aborti. Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Galles, Scozia, Svezia, Olanda sono tutti terreni in cui queste dinamiche si sono realizzate. Non dobbiamo limitarci ad invocare la necessità di un’educazione sessuale nelle scuole se prima non si comprende che questa, al di là delle buone intenzioni, riducendosi ad educazione genitale con molta probabilità non risolve i problemi. La contraccezione tende ad impoverire la volontà delle persone, la capacità di dominio delle proprie pulsioni. Non si tratta di ipotesi, ma di fatti che una vera scienza non può disconoscere». L’intervista è apparsa su Zenit.it

Conferma il tutto il dott. Antonio Masuri, capo di una missione in Kenya. A Il Messaggero spiega: «Il profilattico senza conoscenza non basta. Il nostro primo lavoro è quello di educare la persona alla tutela della salute e ad una sessualità più legata ai sentimenti. L’esperienza ci insegna che purtroppo anche laddove arrivano grandi quantità di profilattici le persone continuano a scambiarsi il virus. Proponiamo sessualità consapevole, se occorre anche l’astinenza in certi casi».

 

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    Procura di Bruxelles: irregolari le perquisizioni alla Curia.

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    Nuovi sviluppi legali in Belgio nella vicenda delle perquisizioni eseguite il 24 giugno scorso nella sede dell’arcidiocesi di Malines-Bruxelles e nella residenza del cardinale Godfried Danneels (vedi titoloni su Libero.it). La Procura generale di Bruxelles considera infatti tali azioni irregolari, e quindi tutti gli atti dell’inchiesta fondati su oggetti e documenti sequestrati nel corso dell’operazione non potranno più essere utilizzati nelle indagini riguardo agli abusi sessuali sui minori da parte di membri della Chiesa locale. L’inchiesta era partita dal giudice Wim De Troy, che aveva disposto il blitz in Curia e, per ora, non è stato ancora rimosso dall’incarico. Per la Procura, le motivazioni del blitz disposto da Wim De Troy furono «troppo generiche e oltrepassarono i diritti del giudice istruttore». La notizia è apparsa su Avvenire. Radio Vaticana ha invece intervistato il legale dell’arcidiocesi Belga: «E’ ovvio che non siamo contrari ad un’inchiesta giudiziaria, laddove ci siano elementi precisi, concreti, credibili … Dove è stato commesso un delitto, è necessario esaminare tutto, a carico e a discarico, ma sempre rimanendo all’interno di un ambito legale, con ogni garanzia. E sembra che proprio queste garanzie non siano state rispettate, e questo nuoce ovviamente all’inchiesta sugli abusi sessuali. Le perquisizioni sono state effettuate su scala talmente ampia che ci si chiede se ci fossero elementi concreti specifici, o se lo scopo non fosse piuttosto quello di andare ‘alla cieca’ sperando di trovare qualcosa». L’avvocato Keuleneer ricorda che i suoi clienti, allo stato attuale, non sono in alcuna maniera incriminati: sono anche loro “vittime” di una giustizia – questa volta – troppo impaziente. In Luglio si è invece chiusa l’indagine su Mons. Zollitsch: completamente estraneo ai fatti (vedi articolo). Come si vede, passata la follia inquisitoria, la verità emerge sempre.

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    Umberto Veronesi in difesa di RadioVaticana e delle sue onde elettromagnetiche.

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    Strana la vita…il mangiapreti, l’abortista convinto, il difensore dei diritti civili contro la “bieca chiesa” ecc…, oggi è il primo alleato di Radio Vaticana. Umberto Veronesi, uno dei massimi esperti italiani di cancro, sta infatti preparando controdeduzioni al servizio della Santa Sede per difendere la Radio cattolica dall’accusa di radiazioni elettro magnetiche, le quali hanno presumibilmente causato il cancro agli abitanti limitrofi alle antenne. Intervistato da Repubblica, ha affermato: «C’è un abuso, che a noi oncologi appare particolarmente evidente, della parola e soprattutto del concetto di cancro. Le sostanze e le attività veramente cancerogene, sono note e classificate in varie categorie, a seconda del livello di nocività. Quest’elenco non comprende le onde elettromagnetiche».

    Sul Corriere della Sera viene ricostruita la vicenda, che vede coinvolti Radio Vaticana e un’allenza di verdi fantaecologisti e bigotti anticlericali: nel 1952 furono concessi allo Stato della Città del Vaticano 3 chilometri quadrati a Santa Maria in Galeria (Roma Nord) per elevate le antenne di Radio Vaticana. Successivamente arrivarono anche quelle della Marina Militare. Il terreno circostante era deserto per chilometri, ma con gli anni, si coprì di costruzioni, molte delle quali abusive. Gli abitanti, trovatisi a ridosso degli impianti, a dispetto ogni legge urbanistica, furono spinti dall’alleanza verde-anticlericale a manifestare contro “il cinismo omicida della Chiesa“ che attentava alla loro salute. Molti oncologi, a cominciare dal più illustre, Umberto Veronesi, hanno fin da subito negato l’esistenza di un legame tra il cancro e le onde. Vi è contrasto di opinioni nella stessa Unione Europea. Radio Vaticana e la Marina Militare si sono attenuti alle prescrizioni dell’Istituto internazionale, lo Icnirp, che in base al “principio di precauzione”, stabilisce i limiti delle emissioni. Una Commissione del ministero italiano della Sanità ha verificato che Radio Vaticana non superava questi limiti. Non vedendo arresa l’alleanza anticlericale, una nuova Commissione, questa volta internazionale, dopo quella regionale e quella nazionale ha dichiarato: «I dati da noi raccolti non confermano un’associazione tra gli impianti radio e le leucemie infantili. Anzi, non v’è alcuna base biologica né consistenza epidemiologica su una eventuale relazione tra esposizione a adiofrequenze e rischio tumori» (vedi alcuni rapporti). Anche il maggior esperto italiano della leucemia infantile, il prof. Andrea Pession, ha negato, a nome dei colleghi, un legame dimostrabile tra cancro e onde (vedi l’articolo: La scienza assolve Radio Vaticana, ma gli atei non ci stanno).

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    La scienza assolve Radio Vaticana, ma gli atei non ci stanno.

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    Secondo una perizia del tribunale ci sarebbe un nesso tra l’emittente cattolica e l’insorgenza di tumori e leucemie nella popolazione locale. Ma non ci sono prove che queste onde elettromagnetiche siano nocive. Le conclusioni della perizia sono però in contraddizione con le evidenze scientifiche. Lo dichiara il magazine scientifico Oggi scienza. Paolo Vecchia, presidente della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, l’organismo più autorevole in materia ha dichiarato: «Non c’è prova che questo tipo di campi elettromagnetici abbia effetti sulla salute. Centinaia di studi, analisi epidemiologiche, ricerche su modelli animali e ricerche sugli effetti cellulari delle onde elettromagnetiche, sono coerenti in questo senso. Coerenti e confortanti». Prende le distanze dalla perizia anche Andrea Pession, il maggior esperto italiano di leucemia infantile: «La causa dei tumori è nel patrimonio genetico. Sono la conseguenza di una serie di mutazioni che vanno accumulandosi nel tempo, iniziano prima della nascita e poi si aggravano. Non è dimostrato il legame con le onde elettromagnetiche». Paolo Vecchia fa notare che «una perizia è una perizia, non uno studio scientifico pubblicato su una rivista peer-reviewed. Inoltre, a ben vedere, quello che la perizia ha stabilito è un po’ diverso da come sembra. Il perito ha preso in considerazione la popolazione locale e ha stabilito che alcune patologie si sono verificate con maggior frequenza tra chi abitava nel raggio di 6-12 chilometri da Radio Vaticana rispetto al resto dei residenti. Come mai il rischio tra 6 e 12 chilometri è maggiore rispetto a chi vive proprio sotto la sorgente, tra 0 e 6 chilometri? Il dato non si spiega». L’esperto poi rileva una serie di vizi ed errori metodologici nella perizia. Ma dopo più di 50 anni di dimostrazioni in questo senso i razionalisti anticlericali fantaecologici non sembrano proprio volersi arrendere alla scienza e alla fede. Intanto gli abitanti dell’area in cui sono presenti le antenne, fomentati e ingannati dagli ateoecologisti, hanno scelto di scrivere una bellissima lettera piena di devozione paterna a Benedetto XVI (leggi la lettera).

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