Feed RSS

Archivi categoria: Musica consigliata e musica e fede

Fenomeno «Les Prêtres»: tre sacerdoti e 500mila album venduti.

Inserito il

La band «Les Prêtres» («i sacerdoti») ha già venduto mezzo milione di cd ed è prima in classifica in Francia. La band è costituita da Padre Jean Michel Bardet, 46 anni, parroco; padre Charles Troesch, 27 anni, viceparroco, e dal seminarista vietnamita Dinh Nguyen Nguyen, 25 anni. Il loro ultimo album si intitola «Spiritus Dei» ed è arrivato il 30 novembre anche in Italia (acquistabile su iTunes): 16 brani di musica classica e pop con testi in latino, francese e italiano. Un mix esplosivo che gli ha portati all’incredibile successo. Anche due pezzi parlati: «Conversazione con Dio» e «La storia di Spiritus Dei». I «Les Prêtres», scrive Il Tempo, nascono in Francia nel 2009 da un’idea di Jean-Michel Di Falco, vescovo di Gap, in Provenza, che si è trasformato in manager discografico per finanziare progetti benefici (edificazione di una chiesa e costruzione di una scuola in Madagascar). Il loro primo album è uscito nel marzo di quest’anno, debuttando direttamente al primo posto della Top50 e mantenendosi tale per ben nove settimane. Sicuramente si sono ispirati dall’altro fenomeno, «The Priests», il trio di preti irlandesi che ha sbancato mezza Europa e America. «La priorità resta essere sacerdoti – assicurano però i tre religiosi – Il successo è bello ma effimero. Faremo altri dischi? Perché no?».

Ecco una serie di video da Youtube (cliccatissimi):

Quand on n’a que l’amour

Sarabande des Prêtres

Il est né le divin enfant

 

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate:
    Susan Boyle: la celebrità del momento canterà per Bendetto XVI (14/9/10)
    Nuovo singolo di Fiorella Mannoia: è una preghiera (3/9/10)
    Andrea Bocelli: «canto per diffondere il Vangelo» (19/8/10)
    I Nomadi tra fede e solidarietà: «ma c’è solo una Persona che salva il mondo» (27/7/10)
    The Sun, la prima rock band italiana esplicitamente cristiana (22/6/10)
    La cantante Claudia Acuna: il mio Cile e la mia fede (5/6/10)
    Johnny Cash, senza la sua fede in Cristo non ci sarebbero le sue canzoni (27/5/10)

    Arvo Part: il compositore cristiano censurato dall’ateismo sovietico.

    Inserito il

    La stagione concertistica degli scorsi mesi è stata dominata da Arvo Pärt, compositore estone di musica classica contemporanea. I suoi pezzi, come racconta InspireMagazine, sono richiesti per il cinema e i documentari da ogni parte del mondo. Ha fondato il genere musicale chiamato minimalismo sacro ed è un compositore apprezzato soprattutto per la semplicità dell’ascolto e la trasparenza emotiva delle sue opere.

    La sua musica e la sua vita sono una testimonianza continua della bellezza della visione cristiana. Pärt è nato in Estonia e quando aveva nove anni, il suo paese è stato occupato dalle forze sovietiche. L’oppressione delle autorità e l’imposizione dell’ateismo comunista rensero le sue composizioni iniziali cupe, aspre, frustrate. Quando compose Credo (1968), le autorità cominciarono a perseguirlo e a censurare i suoi pezzi. Radio estone giustificò la censura dicendo: «il brano richiamava alla mente Gesù Cristo».

    Rimase senza lavoro per 5 anni e quando la vita sotto il regime ateo divenne impossibile, nel 1980 emigrò in Occidente dove divenne immensamente popolare. Oggi i suoi pezzo vengono eseguiti regolarmente nel Festival della Canzone estone, che attira 100.000 persone ed è trasmessa in diretta TV.

    Ecco due sue composizioni.

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate.
    Nell’atea Cina il record di giustiziati dallo Stato (1/8/10)
    Il record di suicidi in Cina è causato dell’ateismo governativo (16/7/10)
    Nuovi crimini statali in Cina e Corea del Nord (12/6/10)
    Il militante ateo Deng Xiaoping responsabile del massacro di Piazza Tienanmen (5/6/10)
    Una cinese ex-leader di Tiananmen si è convertita al cristianesimo, anche se era “vietato” credere a Dio (4/5/10)

    Nina Hagen: da icona atea del punk-rock alla conversione cristiana.

    Inserito il

    Nina Hagen è una storica icona del punk-rock tedesco, personalità molto eccentrica che ama mostrarsi in pubblico con look sempre diversi. Le sue canzoni sono ironiche, graffianti e mostrano testi con idee femministe e molti richiami sessuali. Da sempre cresciuta in ambiente ateo in cui era addirittura proibito parlare di Dio (come racconta lei stessa a The Local). Questa visione rattrappita della realtà l’ha portata ad essere un’icona del punk nichilista e narcisista. Nel tempo però ha cominciato ad aprire l’uso della ragione, fino alla conversione in tempi recenti al cristianesimo. L’Osservatore Romano le dedica proprio un bellissimo articolo.

    A 55 anni Nina si è arresa, Dio -spiega lei stessa- l’ha raggiunta attraverso la gioia di amare ed essere amata, il miracolo costante dell’amicizia, il dono della maternità ricevuto con i figli Cosma e Otis, la felicità di dare senza risparmio tempo, cura e tenerezza a due piccoli esseri totalmente indifesi che nei loro primi giorni di vita possono ricambiare solo con pianti interminabili, misteriosi mal di pancia in piena notte e sorrisi sdentati.

    Il suo nuovo CD si intitolerà “Personal Jesus” (uscirà in Italia a settembre) e Giancarlo Riccio l’ha intervistata per L’Espresso, cercando di capire se la sua conversione è una trovata pubblicitaria o meno: «Non ho nessun nuovo stile – spiega lei-. Io sono musicista e cantante e ho abbracciato le radici del gospel americano delle origini e la musica rock per tutta la vita. Riascolti i miei dischi quando avevo 18 anni: ci troverà già molte canzoni gospel, come ad esempio i Mahalia Jackson-Hits, Right on Time, Gonna Live the Life, Hold me… Ave Maria, Spirit in the Sky». Nel suo sito internet ufficiale, accanto alla foto di scena in parrucca blu elettrico e occhi bistrati, in cui fa il verso alla Sally Bowles di Liza Minnelli in Cabaret, ha voluto inserire un santino da prima comunione, con una elegante grafica in stile liberty inizi del Novecento, e una citazione dal salmo 18 “Ti siano gradite le parole della mia bocca/ davanti a te i pensieri del mio cuore/ Signore, mia roccia e mio redentore”. Guarda qui il suo sito.

    Nell’intervista ribadisce: «Il disco è un desiderio del cuore, una preghiera del cuore che si è realizzata. E’ un omaggio al mio Creatore, all’autore della mia vita Gesù Cristo e a tutti gli uomini. Lo amo perché lo conosco, Dio si è continuamente manifestato nella mia vita. Io sono sua figlia e lo sarò per sempre; è stato Lui che mi ha amato per primo». Un percorso molto simile è stato fatto in Italia da Giovanni Lindo Ferretti.

    In questo video amatoriale, Nina canta ad un Festival a Berlino nel 2009.

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate
    Dave Mustaine: dal satanismo alla conversione cristiana (9/9/10)
    The Sun, la prima rock band italiana esplicitamente cristiana (22/6/10)
    La cantante Claudia Acuna: il mio Cile e la mia fede (5/6/10)
    Johnny Cash, senza la sua fede in Cristo non ci sarebbero le sue canzoni (27/5/10)
    La conversione di Giuni Russo (30/4/10)
    Nuove conversioni nel mondo della musica (26/4/10)

    Bibbia in versione Rap: entro Natale un milione di copie.

    Inserito il

    Curiosa iniziativa di Famiglia Cristiana (forse non proprio indispensabile), che propone la Bibbia in versione Rap. Non tutta, ma alcuni tra i brani più significativi, che potranno essere ascoltati in radio o scaricati da internet. L’iniziativa, chiamata Paroladidio, intende promuovere il lancio della Bibbia Pocket, che da giovedì prossimo potrà essere acquistata a 7,90 euro in edicola, nelle librerie (laiche e religiose), nei supermercati e negli autogrill. Entro Natale si prevede una diffusione di oltre un milione di copie. La composizione rap è stata eseguita da artisti anonimi e il brano rap in apertura è l’incipit del Libro dell’Esodo «Io sono colui che sono/ Questo è il mio nome per sempre/ e questo è il mio ricordo…». Seguono il Salmo 64 e e altre citazioni bibliche come «O vanità immensa, o vanità immensa/ tutto è vanità./ Una generazione va e una generazione viene». La notizia è apparsa su vari quotidiani online tra cui Il Sussidiario ed Exite.

    La Online Computer Library Center ha recentemente stilato la lista dei libri presi in prestito più di frequente dai lettori di tutto il mondo. Il libro più richiesto e letto è come sempre la Sacra Bibbia (leggi l’articolo). Il Dr. Luke Johnson dell’Università di Emory, (Georgia, USA) ha recentemente dichiarato che la Bibbia è stata stampata almeno cinque miliardi di volte dal 1815 a oggi. Un successo che supera notevolmente ogni altro libro mai pubblicato, che ora potrebbe divenire anche il più ascoltato…



    Su Repubblica TV si possono ascoltare alcuni brani della Bibbia in versione Rap.

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate
    Santo Rosario su iPhone: 13mila vendite in 7 mesi (18/6/10)

    Susan Boyle: la celebrità del momento canterà per Bendetto XVI.

    Inserito il

    Attualmente una delle cantanti del Regno Unito con più successo è Susan Boyle. Di origine scozzese, è diventata famosa dopo essere apparsa nella terza serie della trasmissione televisiva inglese Britain’s Got Talent arrivando al secondo posto. Il successo internazionale è stato aiutato da Youtube, quando la sua esibizione venne vista, in poco tempo, da milioni di utenti in tutto il mondo. Anche nei giorni successivi i suoi video sono stati visti per oltre cento milioni di volte. La Sony ha deciso così di proporle un contratto, incoronandola tra le star del momento.

    Avvenire ha rivelato che Susan Boyle è una devota cattolica e sarà fra le artiste che si esibiranno per il Santo Padre durante la sua visita in Inghilterra. «Era il sogno più grande della mia vita. Non riesco quasi a esprimere la mia felicità. Senz’altro farò del mio meglio, però il 16 settembre prossimo resterà nella mia memoria comunque vada, perché ho sempre sognato di cantare per Sua Santità. Da devota cattolica che recita ogni giorno il Rosario, sarà un onore incredibile».

    La fede è sempre stata fondamentale nella sua vita, un’ancora di salvezza anche quando tutti la deridevano per il modo di cantare: «Quando a scuola non capivo più chi mi volesse bene e chi no, andavo in chiesa a pregare o mi recavo a visitare i parrocchiani malati. E’ questo che mi ha aiutato a non perdere mai la speranza e ad affrontare i periodi bui». Nel suo nuovo album, oltre alla canzone che l’ha resa celebre, I dreamed a dream, ha inserito anche Amazing grace, storico brano di fede, «per ribadire che la speranza vince ogni paura», ma anche How great thou art, «perché la spiritualità ha un grande significato per me, e poi questo inno mi ricorda quando cantavo con gli amici in chiesa». Quest’ultimo sarà anche il brano che canterà di fronte a Benedetto XVI.

    Sul suo sito internet ha scritto un messaggio al Santo Padre: «L’emozione non è cantare per Lei, ma incontrarLa e sentirLa parlare».

    In questo video Susan Boyle canta la canzone che l’ha lanciata nel mondo dello spettacolo (notare le 10.014.612 visualizzazioni…)

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate:
    Nuovo singolo di Fiorella Mannoia: è una preghiera (3/9/10)
    Andrea Bocelli: «canto per diffondere il Vangelo» (19/8/10)
    I Nomadi tra fede e solidarietà: «ma c’è solo una Persona che salva il mondo» (27/7/10)
    The Sun, la prima rock band italiana esplicitamente cristiana (22/6/10)
    La cantante Claudia Acuna: il mio Cile e la mia fede (5/6/10)
    Johnny Cash, senza la sua fede in Cristo non ci sarebbero le sue canzoni (27/5/10)