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Archivi categoria: Radici cristiane dell’europa

Svezia: nelle scuole torna l’insegnamento del cristianesimo.

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Fedeli al simbolo presente sulla bandiera nazionale, la scuole svedesi, per lo meno nelle nove classi obbligatorie per legge, hanno scelto di tornare ad insegnare il cristianeismo nell’ora di religione, a partire dal prossimo anno scolastico. Questa la prima decisione pubblica del nuovo governo svedese, guidato dal conservatore Fredrik Reinfeldt, ed espressa dal ministro dell’Istruzione, Jan Björklund. Finora, riporta Radio Vaticana, l’insegnamento della religione sarebbe dovuto servire ad aprire un dialogo riguardante la fede e la concezione della vita, destando curiosità e interesse per la religione. Il ministro ha motivato la propria decisione con l’indiscusso ruolo che il cristianesimo ha svolto per lo sviluppo storico e civile della Svezia e l’innegabile influsso che esercita sulla nazione e sull’Europa. Secondo un sondaggio condotto dalla stampa locale, il 76% degli svedesi è favorevole alla decisione.

 

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    D’Alema, la Finocchiaro e Franceschini in Vaticano contro il laicismo.

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    «L’Italia è oggi un Paese smarrito e diviso. La Chiesa può dare un grande contributo di coesione e di speranza. Anche di fronte a questo involgarimento dell’etica pubblica non dirò mai: non ingerite. Al contrario, ingerite! Se non ora, quando?». Queste le parole dell’ateo Massimo D’alema che qualche giorno fa ha pronunciato al termine di un’intenso confronto con mons. Rino Fisichella nell’auditorium di S. Pio V, davanti a folta platea, con cardinali e dirigenti del Pd in prima fila. Si è parlato per due ore di Europa cristiana, della crisi culturale e di senso del Continente, di fede e ragione, del cristianesimo come fondamento dei valori di uguaglianza e della stessa idea democratica. La platea, continua Il Messaggero, ha mostrato di apprezzare l’affondo di D’Alema. L’evento, svoltosi a due passi dal Vaticano, è nato da un volume titolato «Europa cristiana», pubblicato da Italianieuropei (la rivista della Fondazione di D’Alema), che -continua il quotidiano- «ha messo a confronto la cultura della sinistra con il magistero di Papa Ratzinger, superando pregiudizi e soprattutto una diffusa pigrizia che limita le analisi ai Papi precedenti». La delegazione del PD comprendeva anche Anna Finocchiaro e Dario Franceshini. Mons. Fisichella ha ricordato che «L’Europa nasce con il cristianesimo e negare le radici cristiane distrugge l’identità europea», mentre D’Alema ha proseguito dicendo che «l’importanza del magistero di Benedetto XVI sta nella costruzione esigente di un’alleanza tra fede e ragione, tra fede e mondo moderno». Si è poi opposto al «laicismo», proponendo «un’idea inclusiva della laicità», in cui le religioni sono parti essenziale del «confronto pubblico» e contribuiscono «ad una visione condivisa di bene comune».

     

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    Ungheria: la nuova costituzione potrà citare i benefici del cristianesimo.

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    La Corte dei Conti ungherese ha proposto che la nuova costituzione del Paese citi la Sacra Corona ungherese, per sottolineare il beneficio che ha avuto il cristianesimo nello sviluppo morale della nazione e per i principi di libertà, uguaglianza e fraternità. Secondo Politics.hu, è stato il presidente del comitato di redazione della nuova costituzione, László Salamon (KDNP), a chiedere alla Corte dei conti di presentare proposte per la nuova costituzione, che verranno discusse e selezionate in dicembre.

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    Bibbia nelle scuole grazie a 10mila intellettuali: «non si capisce l’occidente senza il cristianesimo».

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    Recentemente il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini si è mostrata d’accordo sulla lettura della Bibbia nelle scuole. Alle spalle del movimento promosso da Biblia stanno, come riporta Il Corriere della sera, personalità quali mons. Gianfranco Ravasi, Giuseppe De Rita, Claudio Magris, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Amos Luzzatto, Margherita Hack, Tullia Zevi, per citare solo alcune delle oltre diecimila firme apposte al primo appello a sostegno dell’ iniziativa. In questi giorni, riporta NewNotizie.it, il governatore del Veneto Luca Zaia, ha provveduto alla distribuzione delle Sacre Scritture nelle scuole della regione. La Gelmini ha dichiarato: «Giudico molto positivamente l’iniziativa del governatore del Veneto. La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare cittadini responsabili e adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana». Ha poi aggiunto: «E’ quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un Testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti. Conoscere la Bibbia significa conoscere le nostre radici e la nostra storia. Un insegnamento – ha poi concluso – che i ragazzi devono imparare ad apprendere prima possibile, per poterlo interpretare correttamente nella propria vita». Per il Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, l’iniziativa ”è un passo di civilta”. La Bibbia è il libro più tradotto, più diffuso e più letto al mondo. Secondo una recente indagine Eurisko il 75% degli italiani ha in casa una Bibbia, mentre La Online Computer Library Center ha stilato la lista dei libri 1000 libri presi in prestito più di frequente dai lettori di tutto il mondo. Anche in questo caso la Bibbia è il libro più richiesto e letto (leggi l’articolo). Secondo il Dr. Luke Johnson dell’Università di Emory, (Georgia, USA) la Bibbia è stata stampata almeno cinque miliardi di volte dal 1815 a oggi. Un successo che supera notevolmente ogni altro libro mai pubblicato.

     

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    Un agnostico anti UAAR: la battaglia di Lepanto vista da me.

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    Pubblichiamo il terzo articolo di Marcello, nostro collaboratore esistenzialmente “agnostico”.



    di Marcello di Mammi.

    Ogni tanto, specie per le feste comandate, come si suol dire, mia moglie ha piacere che l’accompagni alla Messa. La domenica che cade vicino al 1° ottobre, anniversario del nostro matrimonio, è una di queste. Il clima autunnale, generalmente mite in questo periodo, invoglia ancor più a fare una passeggiata per raggiungere la chiesa e se Enrico IV disse:”Paris vaut bien une messe”, parafrasando, posso dire:” un grand amour vaut bien une messe.” Pongo una sola condizione: scegliere la chiesa. Immancabilmente la mia preferenza cade sulla chiesa pisana di S.Stefano, forse l’unica chiesa sicuramente “no islam” d’Italia.

    La chiesa progettata dal Vasari in epoca cinquecentesca, è semplicemente splendida nell’immagine si può notare il raffinato soffitto e sulle pareti i trofei, le bandiere e l’insegne appartenuti alla flotta turca e conquistati nella battaglia di Lepanto del 07 ottobre 1571. S. Pio V non risparmiò alcuna energia per dar vita ad una Lega, detta Lega Santa, che comprendeva Venezia, la quale sostenne anche lo sforzo maggiore, la Spagna di Filippo II, la Repubblica di Genova, il ducato di Savoia, gli Ospitalieri di San Giovanni e il Granducato di Toscana, con in particolare i Cavalieri del Sacro Militare Ordine Marittimo dei Cavalieri di S. Stefano. In totale la flotta cristiana si componeva di 6 galeazze, 206 galee, 30 navi da carico, circa 13000 marinai, circa 44000 rematori, circa 28000 soldati con 1815 cannoni.

    La battaglia si concluse si concluse con una schiacciante vittoria delle forze alleate, guidate da Don Giovanni d’Austria, su quelle ottomane di Mehmet Alì Pascià, che perse la vita nello scontro.  E’ singolare che questo compito toccasse ad un Papa che meno di altri aveva interesse a assumere impegni militari, a dimostrazione del fatto che quando la necessità lo impone, alla preghiera e al digiuno possono essere uniti i cannoni.


    Siamo sicuamente nella chiesa del cattolicesimo più classico, nessun “sinistro” strimpellìo di chitarre, come in certe chiese del cattolicesimo fai da te, ma il suono grave e solenne dell’organo, le cui canne, anch’esse incastonate, come i quadri del soffitto, fanno bella mostra di sé ai lati dell’altare, sul quale troneggia la statua di S.Pio V. Non seguivo molto le parole del priore, anche perché la liturgia domenicale mi è ben nota, ma l’atmosfera di questa chiesa e le note di una musica d’autore sospingevano i miei pensieri ad un salto indietro nel tempo: a quella battaglia. Il nostro pensiero deferente vada a tutti i soldati cristiani che con il loro sacrificio, permisero la sopravvivenza della civiltà.

    Una grande battaglia per la Civiltà, per la nostra Civiltà cristiana.

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