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Isabella Cazzoli (UAAR): «abolire l’uso di “uomo” e “donna”»

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E’ uscito in Italia il volume La teoria del «gender» e l’origine dell’omosessualità – Una sfida culturale (San Paolo 2012), scritto dallo psicanalista di fama internazionale, Tony Anatrella, specialista in psichiatria sociale, gesuita e docente alle libere Facoltà di filosofia e psicologia di Parigi e al Collège des Bernardins (persona fortemente discriminata dalla lobby gay, denunciato per reati sessuali e poi assolto dalla Giustizia francese per infondatezza delle accuse, servite solo per giustificare una feroce diffamazione mediatica)

http://www.uccronline.it/2012/07/27/isabella-cazzoli-uaar-abolire-luso-di-uomo-e-donna/

L’UAAR continua ad essere braccata dalla Digos

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Quotidianamente la Digos, una divisione operativa della Polizia di Stato che si occupa di contrastarel’eversione dell’ordine democratico (attività di antiterrorismo) individua e controlla cellule pericolose della società. Dal 2010 nel loro taccuino nero è finita anche l’UAAR, l’associazione di atei reazio-razionalisti italiani….

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Continuano le lotte di potere all’interno dell’UAAR

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Il 27 gennaio scorso abbiamo reso noti gli intrallazzi tra l’UAAR, l’associazione italiana con meno di 4000 atei reazio-razionalisti, e i neofascisti di Casapound. La questione è emersa grazie ai numerosi ex adepti e responsabili che nel tempo sono stati epurati e sbattuti fuori, rei di non essersi sottomessi al “triangolo del potere” costituito da Raffaele Carcano (detto “Pontifex” dagli ex seguaci), Giorgio Villella..

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“UAAR” e Raffaele Carcano speculano sui divorzi e sui figli coinvolti.

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Il sito ultraateo ha pubblicato un articolo di Raffaele Carcano, presidente uaarino, il quale commenta i risultati dell’ISTAT che sottolineano l’aumento dei divorzi in Italia nel 2008: da 3,4 al 7,4% (si può trovare su internet). Ovviamente non sono presenti giudizi poiché per preservare conflitti di pensiero con i suoi membri, l’associazione si è autoimposta di non riportare giudizi personali ma pubblicare soltanto la notizia, lasciando il commento ai suoi afecionados (una trentina i più attivi e militanti). Le statistiche però non sembrano parlare di matrimoni religiosi, includendo così anche le separazioni delle coppie “atee” (che probabilmente hanno fatto lievitare i numeri). Ma sopratutto in queste disgrazie sono coinvolti circa 100mila figli, che vedono i genitori litigare e separarsi. L’ISTAT riporta che nel 79% delle separazioni, la divisione ha riguardato coppie con figli e più della metà (il 52,3%) delle separazioni e oltre un terzo (il 37,4%) dei divorzi provengono da matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni (da Avvenire). Di fronte a questi drammi famigliari l’associazione degli atei gioisce e lascia pubblicati commenti del tipo: “fine della famiglia”, “Amen”, “Sigla di coda”, “Riposi in pace”, “Morte della famiglia cattolica” ecc… Profetico fu Chesterton quando disse: «Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa». (Chesterton, Ortodossia, 1908).

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