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Ci vuole troppa fede per credere che tutto arrivi dal nulla

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Peter Kreeft

di Peter Kreeft*
*docente di filosofia al Boston College

 

da “www.catholiceducation.org”

 

È razionale credere in Dio? Molte persone pensano che fede e ragione sono opposti, che la fede in Dio e il tenace ragionamento logico sono come olio e acqua. Si sbagliano:…

 

http://www.uccronline.it/2013/07/09/ci-vuole-troppa-fede-per-credere-che-tutto-arrivi-dal-nulla/

L’astrofisico Penrose, ex collega di Hawking: «il multiverso non ha superato Dio».

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Ha fatto notizia in tutto il mondo quando Stephen Hawking ha annunciato che la M-teoria della cosmologia lo ha portato a concludere che può non essere stato Dio a creare l’universo. Ma uno dei più importanti fisici e matematici europei, Sir Roger Penrose, professore all’Università di Oxford e collaboratore per anni di Hawking nello sviluppo della teoria del Big Bang, lo ha smentito a proposito della teoria della “non esistenza di Dio”. Sabato 25 settembre, Penrose ha descritto il nuovo libro di Hawking, The Grand Design, come “ingannevole”, aggiungendo che la M-teoria, che Hawking utilizza per dimostrare l’inutilità di Dio, «non è nemmeno una teoria, non è scienza ma insieme di speranze, di idee e aspirazioni». L’Indipendent Catholic News riporta che Penrose ha dialogato di questo nel programma radiofonico tenuto da Alister McGrath, ex ateo, scienziato e professore di teologia presso il Kings College di Londra. Il celebre fisico ha continuato: «Il libro di Hawking è fuorviante, ti dà l’impressione che esista una teoria che riesca a spiegare tutto, ma questa non è nemmeno una teoria. Non è per nulla dimostrato che l’Universo si sia creato dal nulla». Fra tutti gli scienziati che sono intervenuti per opporsi all’opinione di Hawking (ne abbiamo raccolti alcuni in questo dossier), Penrose, come ex collega che ha lavorato a stretto contatto con Hawking, è forse quello con il profilo più alto. Egli ha concluso: «Il multi-verso non ha superato Dio».

Questo è il video della trasmissione:


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    L’origine della vita non è un caso, gli antiteisti allora tirano fuori gli extraterrestri.

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    L’apparizione dell’uomo sulla Terra è un autentico mistero. Sono sempre meno coloro che credono nel “colpo di fortuna” sostenuto dagli ideologi materialisti. Fred Hoyle ad esempio, fra i più celebri astronomi mai esistiti, dall’impossibilità che la vita abbia potuto sgorgare dal calcolo probabilistico approdò all’idea di un Universo assunto come Entità Intelligente, una sorta di dio intelligente, ma immanente. Lo stesso è stato ammesso da un laico come Franco Prattico, che considera la vita «un evento misterioso e lontano dalla probabilità. Nulla obbliga la chimica a produrre la vita». E perfino l’ateo Monod ammise che: «la vita è apparsa sulla Terra, ma qual’era, prima di questo avvenimento, la probabilità che esso si verificasse? La sua probabilità a priori era quasi nulla» (Dal caso alla coscienza, Latera 1998, pag. 72-79). L’ateo Francis Crick ritenne l’origine della vita un «miracolo», per il biochimico Erwin Chargaff un «autentico mistero», per Bonicelli è «assolutamente improbabile», mentre per il genetista Francis Collins «nessuno scienziato serio oserebbe oggi affermare di avere a portata di mano una spiegazione naturalistica dell’origine della vita» (da Le forme della vita, Einaudi 2006, pag. 174-176 e Il linguaggio di Dio, Sperling & Kupfer 2007, pag. 20-22). Recentemente il celebre fisico Paul Davies ha dichiarato: «Come si trasformarono spontaneamente le stesse sostanza chimiche, pribe di vita, nel primo essere vivente? Nessuno lo sa. Si tratta di un autentico mistero. Invocare un miracolo per spiegare la vita è esattamente quello di cui non c’è bisogno per avere la prova di uno scopo divino dell’universo» (da Scienza e Religione nel XXI secolo, e da www.disf.org).

    Proprio ragionando sull’impossibilità del formarsi della vita dalla non vita, alcuni, sempre per non dover ammettere filosoficamente una forza creatrice soprannaturale, hanno ipotizzato un’origine extraterrestre, la cosidetta “panspermia”. Ovviamente è una teoria secondaria e “metafisica”, ma sembra l’ultima frontiera della propaganda antireligiosa nel mondo contemporaneo. Queste visioni, bizzarre quanto accattivanti, hanno conquistato negli anni un pubblico molto vasto, ma stanno solo negli ultimi tempi un esplosivo successo grazie all’opera di un curioso scrittore di origine ebraico-azera, Zacharia Sitchin, autore di una riuscitissima serie di saggi pubblicati in tutto il mondo.

    Sul sito Libertà e Persona la teoria viene analizzata in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.

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    Dawkins: «l’anglicano Fisher è il più grande dei darwinisti».

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    Attenzione: questo articolo dimostrerà l’assoluta contradditorietà dell’ateismo scientifico e dei neodarwinisti. Come tutti sappiamo, la tesi scientifica più strumentalizzata per escludere Dio è il darwinismo (questo di per sè la dice già lunga…). Oggi ricorre l’anniversario di morte di Sir Ronald Fisher (17 Febbraio 1890 – 29 luglio 1962), statistico, biologo evoluzionista e genetista. E’ stato descritto dallo statistico Anders Hald come «un genio che quasi da solo ha creato le basi per la moderna scienza statistica» (A History of Mathematical Statistics. New York 1998). Presidente della Royal Statistical Society, della Société de Biométrie e dell’Istituto Internazionale di Statistica (IIS), ha fatto della statistica una scienza moderna, fondandone i concetti di riferimento. Amicissimo e collaboratore dei figli e nipoti di Charles Darwin, fu uno dei più importanti promotori del darwinismo, influenzando i migliori biologi evoluzionisti del ‘900. Addirittura Richard Dawkins, il pontefice dell’ateismo scientifico internazionale ha dichiarato nel suo libro River out of Eden (Basic Books, 1995) che Fisher è senza dubbio «il più importante tra i successori di Darwin» (vedi Wikipedia). Ma come, proprio Dawkins? Proprio colui che ritiene che se il darwinismo ha ragione, allora Dio non esiste? Ce lo ha detto in ogni suo libro e sotto ogni salsa da quasi vent’anni di militante divulgazione… Si dà però il caso però che Sir Fisher, il più grande dei darwinisti, sia stato un devoto cristiano, membro della Chiesa di Inghilterra, conservatore e appassionato delle Sacre Scritture. Il biologo H. Allen Orr lo ha descritto come un «anglicano profondamente devoto che, tra lo sviluppare la statistica moderna e la genetica delle popolazioni, scriveva articoli per riviste di chiesa» (vedi Gould on God, in Boston Review). Nel 1955 partecipò ad una trasmissione radiofonica su Scienza e cristianesimo dove spiegò la differenza tra la fede razionale e la fede “credulona”. Affermò anche: «ai bambini cristiani dovrebbe essere insegnato che la fede non significa la credulità, essa è invece una qualità molto simile coraggio, che permette di rimanere attaccati a ciò che è veramente buono» (da Biographical Memoirs of Fellows of the Royal Society, 1890-1962).

    Celebri darwinisti agnostici e credenti. Sorprende quindi che l’autore di The God illusion, Richard Dawkins, abbia riconsociuto -almeno una volta- che essere celebri darwinisti o evoluzionisti non trova alcuna contraddizione dall’essere contemporaneamente credenti razionali. Insomma: Darwin e Dio senza alcun problema. Peccato che però continui a contraddirsi, pretendendo che solo la religione dell’ateismo può avere spazio tra i seguaci di Darwin. Sorridendo, ricordiamo che, oltre a Fisher, i veri darwinisti (e non i contraddittori neo-darwinisti) erano in maggioranza agnostici e credenti. Darwin, dopo aver chiuso il suo L’origine delle specie (1859) citando il Creatore, ebbe a scrivere vent’anni dopo: «Il mio giudizio è spesso fluttuante e persino nelle mie fluttuazioni più estreme non sono mai stato ateo nel senso di negare Dio. Credo che in generale, ma non sempre, la mia posizione possa essere descritta più appropriamente con il termine agnostico» (da Autobiografia, 1979). Fu il suo amico Thomas Huxley, definito il “Mastino di Darwin”, ad inventare il termine “agnostico”, proprio per mettere in chiaro che le sue credenze in campo biologico non portavano necessariamente ad una posizione nè teista nè atea. Alfred Russel Wallace, che propose la stessa teoria della selezione naturale contemporaneamente a Darwin, credeva in un Dio trascendente (da Il cranio di cristallo, Scarpelli 1993), come, del resto, i più celebri divulgatori del darwinismo: Lyell, Herschel, Henslow, Mivart, De Filippi, Chambers, Rosa, De Nouy, Sinnott, il gesuita Marcozzi ecc…
    Concludendo: come può una teoria scientifica eliminare Dio, se questa è nata e portata avanti da uomini credenti in Lui?? Misteri dell’ateismo…

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