Feed RSS

Archivi tag: evoluzione teistica

Alfred Russel Wallace: evoluzione, selezione naturale e disegno intelligente.

Inserito il

Ecco quello che molti ignorano: si può essere evoluzionisti e sostenere l’ipotesi del Disegno intelligente (ID), inoltre si sostiene l’ipotesi del Disegno intelligente e l’evoluzione ma non si può essere creazionisti. Chiariamo i significati:

Creazionismo: è nato in seno ad alcune sette protestanti americane, ed è il tentativo di fare affermazioni scientifiche riguardanti il mondo naturale e l’origine della vita basandosi sulla lettura letterale della Genesi (es:Adnan Oktar).
L’evoluzionismo (o neodarwinismo): esattamente l’opposto. Nasce in ambito laicista ed è la deriva filosofica ed interpretativa della teoria darwininana. Si tenta di proporre una visione atea, materialista e nichilsita dell’evoluzione (es: Dawkins, Odifreddi, Dennett).
Intelligent design (ID): ritiene che per spiegare certe caratteristiche dell’Universo, dalla comparsa della vita sulla terra all’evoluzione delle specie ecc…occorra implicare una causa intelligente e razionale piuttosto che pensare ad un processo casualistico e “cieco” (es: Davies, Behe, Novak, De Duve).
L’evoluzione: è una chiara teoria scientifica (forse ancora un pò incompleta ma comunque un dato di fatto), che postula la comune discendenza delle specie terrestri da un antenato comune e il cambiamento di esse attraverso il tempo.

Albert Einstein, ad esempio, sosteneva l’idea di un Progetto intelligente quando diceva: «Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio» (Einstein: His Life and Universe, Simon e Schuster, pag. 27). E come lui la maggior parte degli scienziati attuali e passati.

Evoluzione e Progetto intelligente: Alfred Russel Wallace.
Addirittura lo stesso co-scopritore della selezione naturale riteneva logico e doveroso implicare l’intervento di un Fattore esterno. Alfred Russel Wallace (1823-1913) sbalordì lo stesso Darwin (di cui divenne poi amico), poiché formulò in modo totalmente indipendente la teoria evoluzionistica nello stesso periodo in cui il grande naturalista elaborava la propria. Darwin scrisse: «Se Wallace avesse avuto in mano la bozza del mio manoscritto del 1844, non ne avrebbe potuto trarre sunto migliore» (Lettera a Charles Lyell, 18/6/1858). Michael A. Flannery, direttore associato per le collezioni storiche della biblioteca delle Scienze della Salute dell’Università dell’Alabama, ha pubblicato in questi giorni il suo libro La teoria dell’evoluzione intelligente di Alfred Russel Wallace, dove descrive il pensiero del grande naturalista. Il Discovery Istitute, uno degli organi promotori del Disegno Intelligente (che non è creazionista), ne ha proposto una recensione e ha pubblicato l’intervista che Wallace rilasciò nel 1910 in merito al suo pensiero sull’origine della vita.

Egli disse: «Qualcosa è venuto da fuori. Una forza è stata esercitata dall’esterno. In una parola, la vita è stata data alla terra. Tutti gli errori di coloro che hanno distorto la tesi dell’evoluzione sono sorti dal presupposto che la vita è una conseguenza della auto-organizzazione. Questo è impensabile. La vita, come ha ammesso Huxley [il “mastino di Darwin”], è la causa e non la conseguenza dell’organizzazione. In qualche periodo della storia vi è stato un atto di creazione, un dono alla terra di qualcosa che prima non possedeva, e da quel dono, il dono della vita, è giunta la popolazione infinita e meravigliosa delle forme viventi. Nulla nell’evoluzione può spiegare l’anima dell’uomo, la differenza tra l’uomo e gli altri animali è incolmabile. Solo la matematica è sufficiente a dimostrare che l’uomo possiede una facoltà inesistente in altre creature. Poi c’è la musica e le facoltà artistiche. No, l’anima deriva da una creazione separata». (intervista riportata anche in The World of Life di Harold Begbie).

Condividi l’articolo con un click:

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • e scegli OK (In alto a sx) a questo link.



    Notizie correlate.
    Dawkins: «l’anglicano Fisher è il più grande dei darwinisti» (29/7/10).
    L’ateo Piattelli Palmarini: il Neodarwinismo è morto e non resuscitabile (18/5/10)
    Altri tre evoluzionisti contro l’ateo Richard Dawkins e il neodarwinismo (18/4/10).
    Il libro che l’UAAR non ti farebbe leggere mai(29/4/10)

    Richard Dawkins e i neodarwinisti sbagliano: l’evoluzione non è cieca.

    Inserito il

    I neodarwinisti che adottano una visione classicista dell’evoluzione sono ad esempio lo zoologo Richard Dawkins, molto più noto per le sue polemiche religiose che per i suoi studi scientifici e Luigi Luca Cavalli Sforza, celebre scienziato e genetista italiano, accademico dell’università di Stanford e membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, sicuramente ben più moderato del “talebano di Darwin” sopracitato. Dawkins fonda molti suoi pensieri ateologici sul fatto che che: “la causa delle selezioni naturali è dovuta da errori casuali che hanno dato luogo alle molecole di DNA”. Nessuna teleologia o finalismo intrinseco quindi.

    Carlo Bellieni spiega però all’Occidentale che questo ragionamento classicista, oggi deve fare i conti con la nuova acquisizione della biologia chiamata “epi-genetica”, ovvero l’importanza dell’influsso dell’ambiente sull’espressione del DNA. L’ipotesi classicista ha molte lacune, come hanno dimostrato due importanti nel loro ormai famoso: “Gli errori di Darwin”, uscito in questo mese. Michael Skinner, direttore del Centre for Reproductive Biology di Washington, ha osservato che i cambiamenti fisici avvengono anche grazie a inibizioni da parte dell’ambiente sull’espressione di alcuni geni. Didier Raoult sulla rivista “Lancet” (gennaio 2010) ha spiegato che addirittura il patrimonio genetico può nei secoli mutare per l’interazione con altre specie viventi. Questo trova d’accordo la biologa evoluzionista e genetista Eva Jablonka e il chimco premio Prigogine 2004, Enzo Tiezzi, che sostiene: “Gli ecosistemi si evolvono per co-evoluzione e auto-organizzazione”. Nel suo Steps Towards an Evolutionary Physics (2006) ha indicato che l’evoluzione non è cieca, o perlomeno non è una folle corsa: “L’avventura dell’evoluzione biologica è un’avventura stocastica, dal greco, che significa, “mirare con la freccia al centro del bersaglio”: come le frecce arrivano in ordine sparso sul bersaglio, ma tutte protese verso il centro da parte dell’arciere, così anche l’evoluzione appare avere un’armonia di base.

    Ciò evidentemente concorda con il pensiero dell’ex ateo genetista Francis Collins, direttore del Progetto Genoma, il più importante progetto di studio sul genoma umano, il quale dopo essersi convertito grazie ai suoi studi scientifici ha affermato che la genetica è “il manuale di istruzioni di Dio” (Stannard, La scienza e i miracoli, TEA 2006). Gli fa eco il biochimico De Duve, premio Nobel per la Medicina, per il quale le tappe della vita, lungi dall’essere del tutto casuali, hanno seguito un percorso piuttosto obbligato (De Duve, All’origine della vita, Longanesi 2008).

    Condividi l’articolo con un click:

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate.
    Il dogma ateo neodarwinista e le falle fatali (22/4/10)
    L’ateismo neodarwinista è la prova scientifica dell’esistenza di Dio (15/4/10)
    Fiorenzo Facchini contro il dogma darwinistico (5/4/10)