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Il cognitivista Piattelli-Palmarini: «l’evoluzione non è più darwinismo»

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A un anno dalla pubblicazione del suo interessante volume scientifico, “Gli errori di Darwin” (Feltrinelli 2010), scritto con Jerry Fodor, l’evoluzionista Massimo Piattelli-Palmarini, professore di scienza cognitive all’Università dell’Arizona, ha pubblicato un articolo sul sito web Scienzainrete. Il libro ha creato un vero e proprio trsunami nel mondo biologico poiché è l’ennesimo studio che mette in discussione l’impianto darwinista, mantenendosi però all’interno del campo evoluzionista. Ovviamente le critiche feroci da ambienti atei e razionalisti sono state infinite, sopratutto per questioni filosofiche ed esistenziali. Non ci interessa tanto entrare nel merito della correttezza o meno di una nobile teoria scientifica, ma sottolineamo che il principale e abusato argomento della cultura atea per giustificare la propria scelta esistenziale -cioè il neodarwinismo, il fondamentalismo riduzionista basato sulla selezione naturale-, stia perdendo sempre più credibilità grazie all’avanzamento della biologia evolutiva (e non certo creazionista…)…(continua a leggere)

Philip Skell, pionere della chimica carbene: «la moderna teoria di Darwin è poco utile all’evoluzione».

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Il 21 novembre 2010 la scienza ha perso un’importante e coraggiosa voce. Si tratta del chimico Philip Skell, membro della US National Academy of Sciences (NAS) e dal 1977 Professore Emerito alla Pennsylvania State University. Il suo lavoro, si legge sul sito del Discovery Institute, si è concentrato sullo studio delle molecole carbene e per questo è stato più volte chiamato il “padre della chimica carbene“. Con il passare degli anni è diventato uno scettico dell’evoluzione neo-darwiniana, l’argomento più ideologicamente strumentalizzato della storia in chiave antireligiosa. E’ ormai rimasto l’unico baluardo dell’ateismo scientifico, ma nel corso degli anni celebri evoluzionisti (oltre ai fautori dell’insensato “creazionismo”) se ne stanno sempre più discostando. Anche Skell non ne negà mai la fattualità, ma la sua posizione principale si riassume nell’inutilità del darwinismo. Il chimico si chiese se l’evoluzione darwiniana, cavallo di battaglia per personaggi come Dawkins e Dennet, era davvero fondamentale per la sua ricerca nello sviluppo di farmaci antibiotici. Paragonandosi con molti altri bioscienziati rilevò che nessuno di loro aveva fatto affidamento all’evoluzione darwiniana nel loro lavoro. Ha così pensato di indagare la storia dei Premi Nobel, non trovando un solo vincitore per il quale l’evoluzione darwiniana aveva direttamente dettato le ricerche. In un articolo del 2005 pubblicato su The Scientist, Skell ha reso noti i risultati di un sondaggio svolto fra 70 scienziati di media-alta importanza, ai quali veniva posta la domanda se la teoria di Darwin guidasse realmente la loro ricerca. «Le risposte erano tutte uguali: No». Skell dichiarò che in molti settori della ricerca biologica «la teoria di Darwin non aveva fornito alcuna indicazione percettibile ma veniva accolta come un racconto d’interessante brillantezza». Disse inoltre: «La forma moderna della teoria di Darwin non fornisce un euristica feconda nel campo della biologia sperimentale. Questo diventa particolarmente evidente quando ci si confronta con il modello atomico. Niente di tutto questo dimostra che il darwinismo è falso, tuttavia ciò signfica che quel che si vuol far passare come la pietra miliare della moderna biologia sperimentale sarà accolta con tranquillo scetticismo da un numero crescente di scienziati impegnati in campi in cui le “pietre miliari” devono poi dimostrarsi realmente innovazioni tangibili». E’ possibile consultare un articolo di Skell su The Scientist. Verso fine novembre l’Università di New York ha pubblicato un articolo sul suo sito in cui affermava: «la teoria di Darwin non è più sostenuta dalla geologia» (vedi Ultimissima 19/11/10).

 

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    New York University: la teoria di Darwin non è più sostenuta dalla geologia.

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    Come sappiamo, la teoria del darwinismo è l’argomento principale con cui gli atei moderni giustificano la loro posizione esistenziale. Eppure non occorre certo essere dei creazionisti per riconoscere quanto la teoria di Darwin sia, anno dopo anno, sempre più barcollante e sempre meno utilizzata dal panorama scientifico per spiegare il processo evolutivo, nonostante l’accanimento di personaggi come Richard Dawkins. Uno dei colpi più importanti di quest’anno alla intoccabile ipotesi scientifica era stato sferrato dal duo evoluzionista Palmarini-Piattelli/Fodor (entrambi atei e quindi non tacciabili di creazionismo), con il loro scandaloso libro: Gli errori di Darwin, nel quale dichiaravano esplicitamente che il neodarwinismo è morto e non resuscitabile. Ma in questi giorni è arrivata una cannonata più violenta: «la teoria dell’evoluzione graduale formulata da Charles Darwin non è più compatibile con la storia geologica». Questa intollerante dichiarazione non è partita da un fanatico promotore del movimento creazionista americano, ma dall’illustre geologo Michael Rampino dell’Università di New York, nel suo saggio pubblicato dalla rivista Historical Biology (qui un estratto) l’8 novembre 2010 e ripreso dalle maggiori riviste e siti internet di divulgazione scientifica.

    Il sito internet della New York University, informa che Rampino sostiene una teoria più precisa dell’evoluzione graduale, che postula il fatto che siano stati lunghi periodi di stabilità evolutiva a causare le estinzioni di massa, così come proposto dallo scozzese Patrick Matthew prima di Darwin. Lo scienziato ha dichiarato: «Matthew ha scoperto e divulgato l’idea della selezione naturale, applicata all’origine delle specie, e l’ha collocata nel contesto di un risultato geologico caratterizzato da estinzioni di massa catastrofiche, seguite da adattamenti relativamente rapidi». Continua Rampino: «Alla luce della recente accettazione dell’importanza verso le catastrofiche estinzioni di massa nella storia della vita, forse è il momento di riconsiderare il punto di vista evolutivo di Patrick Matthew, tanto più in linea con le idee presenti riguardanti l’evoluzione biologica rispetto a quelle di Darwin».

    Nel suo “Naval Timber and Arboriculture” del 1831, Matthew descrisse la teoria della selezione naturale in una modalità che venne ripresa da Darwin successivamente (nonostante sia Darwin che Wallace ammisero questo, gli storici attribuirono a loro la genesi della teoria). Ma mentre Matthews spiegò questo processo concentrandosi sugli eventi catastrofici e le estinzioni di massa come fattori primari nel processo evolutivo, Darwin nel suo “L’origine delle specie” (scritto circa 30 anni dopo) rifiutò esplicitamente il ruolo del cambiamento catastrofico nella selezione naturale e delineò una teoria evolutiva basata sulla continua lotta per la sopravvivenza tra gli individui all’interno delle popolazioni di specie (quindi cambiamenti graduali nelle caratteristiche degli organismi sopravvissuti).
    Tuttavia, come nota Rampino, «la storia geologica è segnata da lunghi periodi di stabilità punteggiati da grandi cambiamenti ecologici verificatisi sporadicamente e rapidamente». Per questo sempre più scienziati evoluzionisti sono concordi nel mettere in dubbio la teoria di Darwin basata sul «processo molto graduale di competizione tra gli organismi e dell’adattamento ad un ambiente relativamente stabile»

    Sperando che questi risultati non incoraggino ulteriormente i creazionisti, non si può non constatare come l’unico argomento dell’ateismo scientifico sia ormai preso continuamente di mira dalla scienza stessa. Ricordiamo che Matthew era convinto di una Benevolenza in natura, di una casualità intelligente, che lui stesso definiì come “Provvidenza”. La sua visione religiosa è riassumibile nella cosiddetta “Teologia naturale”: vedi Wikipedia e Ucmp.com

    La notizia, data la sua grande rilevanza, è stata pubblicata anche da questi canali di divulgazione scientifica, con il titolo “La teoria dell’evoluzione graduale di Darwin non è supportata dalla storia della geologia”: Archaeology Daily News, Science Centric, Science Daily, LabSpace, Science News, Science Blog, Physorg.com, Science 2.0, Scientific Computing.

     

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    Dawkins: «l’anglicano Fisher è il più grande dei darwinisti».

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    Attenzione: questo articolo dimostrerà l’assoluta contradditorietà dell’ateismo scientifico e dei neodarwinisti. Come tutti sappiamo, la tesi scientifica più strumentalizzata per escludere Dio è il darwinismo (questo di per sè la dice già lunga…). Oggi ricorre l’anniversario di morte di Sir Ronald Fisher (17 Febbraio 1890 – 29 luglio 1962), statistico, biologo evoluzionista e genetista. E’ stato descritto dallo statistico Anders Hald come «un genio che quasi da solo ha creato le basi per la moderna scienza statistica» (A History of Mathematical Statistics. New York 1998). Presidente della Royal Statistical Society, della Société de Biométrie e dell’Istituto Internazionale di Statistica (IIS), ha fatto della statistica una scienza moderna, fondandone i concetti di riferimento. Amicissimo e collaboratore dei figli e nipoti di Charles Darwin, fu uno dei più importanti promotori del darwinismo, influenzando i migliori biologi evoluzionisti del ‘900. Addirittura Richard Dawkins, il pontefice dell’ateismo scientifico internazionale ha dichiarato nel suo libro River out of Eden (Basic Books, 1995) che Fisher è senza dubbio «il più importante tra i successori di Darwin» (vedi Wikipedia). Ma come, proprio Dawkins? Proprio colui che ritiene che se il darwinismo ha ragione, allora Dio non esiste? Ce lo ha detto in ogni suo libro e sotto ogni salsa da quasi vent’anni di militante divulgazione… Si dà però il caso però che Sir Fisher, il più grande dei darwinisti, sia stato un devoto cristiano, membro della Chiesa di Inghilterra, conservatore e appassionato delle Sacre Scritture. Il biologo H. Allen Orr lo ha descritto come un «anglicano profondamente devoto che, tra lo sviluppare la statistica moderna e la genetica delle popolazioni, scriveva articoli per riviste di chiesa» (vedi Gould on God, in Boston Review). Nel 1955 partecipò ad una trasmissione radiofonica su Scienza e cristianesimo dove spiegò la differenza tra la fede razionale e la fede “credulona”. Affermò anche: «ai bambini cristiani dovrebbe essere insegnato che la fede non significa la credulità, essa è invece una qualità molto simile coraggio, che permette di rimanere attaccati a ciò che è veramente buono» (da Biographical Memoirs of Fellows of the Royal Society, 1890-1962).

    Celebri darwinisti agnostici e credenti. Sorprende quindi che l’autore di The God illusion, Richard Dawkins, abbia riconsociuto -almeno una volta- che essere celebri darwinisti o evoluzionisti non trova alcuna contraddizione dall’essere contemporaneamente credenti razionali. Insomma: Darwin e Dio senza alcun problema. Peccato che però continui a contraddirsi, pretendendo che solo la religione dell’ateismo può avere spazio tra i seguaci di Darwin. Sorridendo, ricordiamo che, oltre a Fisher, i veri darwinisti (e non i contraddittori neo-darwinisti) erano in maggioranza agnostici e credenti. Darwin, dopo aver chiuso il suo L’origine delle specie (1859) citando il Creatore, ebbe a scrivere vent’anni dopo: «Il mio giudizio è spesso fluttuante e persino nelle mie fluttuazioni più estreme non sono mai stato ateo nel senso di negare Dio. Credo che in generale, ma non sempre, la mia posizione possa essere descritta più appropriamente con il termine agnostico» (da Autobiografia, 1979). Fu il suo amico Thomas Huxley, definito il “Mastino di Darwin”, ad inventare il termine “agnostico”, proprio per mettere in chiaro che le sue credenze in campo biologico non portavano necessariamente ad una posizione nè teista nè atea. Alfred Russel Wallace, che propose la stessa teoria della selezione naturale contemporaneamente a Darwin, credeva in un Dio trascendente (da Il cranio di cristallo, Scarpelli 1993), come, del resto, i più celebri divulgatori del darwinismo: Lyell, Herschel, Henslow, Mivart, De Filippi, Chambers, Rosa, De Nouy, Sinnott, il gesuita Marcozzi ecc…
    Concludendo: come può una teoria scientifica eliminare Dio, se questa è nata e portata avanti da uomini credenti in Lui?? Misteri dell’ateismo…

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