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Tirelli, l’oncologo dell’Istituto tumori di Aviano: «Veronesi sbaglia, nutrizione e idratazione non sono terapia»

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L’oncologo Umberto Veronesi ha definito in questi giorni «vita artificiale» gli stati vegetativi o addirittura di qualsiasi persona «priva di coscienza e di vita di relazione». Il sottosegretario Roccella ha subito risposto dichiarandosi «stupita», poiché questa definizione «includerebbe molte forme di disabilità o l’Alzheimer». La ricerca, infatti, ha dimostrato come molte persone apparentemente non coscienti «mostrano invece un’attività cerebrale inaspettata». E «non è affatto escluso che si possano trovare nuove terapie» come suggerirebbero alcuni “risvegli” ottenuti «con nuove e semplici tecniche». Né l’autodeterminazione, poi, «può essere un criterio assoluto scisso dal contesto scientifico, medico e relazionale», altrimenti qualunque paziente potrebbe esigere «un trattamento che il medico giudica inappropriato o dannoso». Anche il direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano, Umberto Tirelli, ha criticato la posizione contraria alla legge sul “fine vita”, calendarizzata in questi giorni dalla conferenza dei capigruppo della Camera, da parte di Umberto Veronesi, che è anche senatore del PD. «Ritengo invece – ha dichiarato l’esperto – che la nutrizione e l’idratazione siano un diritto di qualsiasi essere umano a prescindere dalle sue condizioni di salute». D’altraparte nemmeno per la mozione presentata dal Pd al Senato, idratazione e nutrizione sono considerate terapie. Il ministro Sacconi ha affermato: «Solo in un caso, quello di Eluana Englaro, si è posto il problema di sottrarre una persona, così viva che a nessuno verrebbe in mente l’espianto degli organi, all’idratazione e all’alimentazione. E in questo caso si è reso necessario un percorso di forte determinazione nella conduzione a morte che non possiamo non definire eutanasico».

 

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    Due scienziati, Cruse e Owen, del Medical Research Council and Brain Sciences Unit di Cambridge, hanno pubblicato un articolo, ripreso da Pubmed, in cui evidenziano come i risultati degli studi di neuroimaging negli ultimi anni «hanno profondamente cambiato il nostro modo di pensare e la minima coscienza stato vegetativo». Studi di risonanza magnetica funzionale hanno dimostrato che alcune funzioni cognitive di livello elevato, come la comprensione del linguaggio e la sua sorgente, sono conservate nei pazienti con disturbi della coscienza. Metodi simili hanno anche permesso ad un paziente, considerato in stato vegetativo, di comunicare. Queste nuove tecniche, continuano gli studiosi, aprono una nuova direzione di ricerca nello sviluppo di dispositivi più sofisticati di comunicazione che possono essere utilizzati anche da pazienti in stato vegetativo. Concludono i due ricercatori: «A nostro parere tali dispositivi potrebbero presto permettere ai pazienti che non mantengano sufficienti abilità cognitive di comunicare». La scienza progredisce (in Ultimissima 10/12/10, spiegavamo ad esempio che l’ecografia 4D, la quale aiuta a mostrare il feto per quello che realmente è, sta facendo cambiare idea a molti abortisti) e fra pochi anni i laicisti, per rimanere coerenti, dovranno abbandonare e scagliarsi contro ciò che ora è il loro feticcio.

     

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