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Studio canadese: «l’aborto aumenta il rischio di nascite premature»

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Bambino prematuroAncora un altro studio, questa volta condotto in Canada, ha trovato un chiaro legame tra l’aborto indotto e un rischio molto più elevato di gravidanze successive che terminano in parto prematuro. Il che è preoccupante, non foss’altro che i nati prematuri sono più soggetti ad andare in contro a gravi problemi di salute, come: paralisi cerebrale, autismo, ritardo mentale, epilessia, cecità, sordità, disturbi polmonari e infezioni gravi.

 

http://www.uccronline.it/2013/03/12/studio-canadese-laborto-aumenta-il-rischio-di-nascite-premature/

Crolla il numero di aborti e cresce quello dei medici obiettori (80%).

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Nonostante l’attivismo di Carlo Flamigni il numero delle interruzioni di gravidanza in Italia continua a calare. Ma il dato interessante è che in alcune regioni (tra cui Lazio, Veneto e Campania) la percentuale di ginecologi “contrari” supera l’80%. 7 su 10 sono infatti obiettori di coscienza. La crescita costante è certificata nella Relazione annuale sulla interruzioni volontarie di gravidanza, presentata nei giorni scorsi al Parlamento dal ministero della Salute. Repubblica informa che nel 2005 i ginecologi obiettori erano il 58.7%, nel 2006 sono saliti al 69.2%, nel 2007 al 70.5% e nel 2008 al 71.5%. Gli anestesisti sono invece passati dal 45.7% del 2005 al 52.6% del 2008, e il personale non medico è passato dal 38.6% nel 2005 e il 43.3% nel 2008. Queste le percentuali nelle Regioni: Lazio 85.6%, Basilicata 85.2%, Campania 83.9%, Molise 82.8%, Sicilia 81.7% e Veneto 80.8%. Le regioni con il minor numero di ginecologi obiettori sono Val d’Aosta (18,2%), l’Emilia Romagna (51,6%), la Sardegna (55%) e la Toscana (59,6%). Uguale il discorso per gli anestesisti.

Se gli obiettori crescono, gli aborti continuano a diminuire. Nel 2009 sono state effettuate 116.933 interruzioni volontarie di gravidanza, con un decremento del 3.6% rispetto al dato definitivo del 2008 (121.301 casi) e un crollo del 50.2% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto (234.801 casi).



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