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Nuovo sondaggio: il 70% del popolo inglese ritiene un diritto manifestare la fede cristiana.

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Un nuovo sondaggio ha rivelato che la maggior parte dei britannici ritiene che i cristiani dovrebbero essere in grado di manifestare la propria appartenenza religiosa sul posto di lavoro senza affrontare azioni disciplinari dai loro datori di lavoro. Sembrerebbe una cosa ovvia, ma nel Regno Unito ormai nulla è scontato. Su oltre 1.000 adulti intervistati da ComRes, il 72% ha dichiarato che i cristiani dovrebbero essere in grado di rifiutarsi di agire contro coscienza, senza dover per questo essere penalizzati. Per il 73% è un diritto indossare simboli cristiani, come la croce, sul posto di lavoro e ciò dovrebbe essere protetto dalla legge. L’87% ritiene sbagliato licenziare gli operatori sanitari quando accettano di pregare con i pazienti. Queste sono tutte cose avvenute nel Regno Unito. Andrea Minichiello Williams, direttore del “Christian Concern”, ha invitato i politici e i giudici a tenere presente e a prendere nota delle conclusioni del sondaggio e agire di conseguenza, creando delle leggi a protezione dei cristiani. Ha anche aggiunto: «Molto spesso nel dibattito nazionale si lascia ampio spazio ad una piccola minoranza, dai punti di vista estremi, che vorrebbe vedere distrutto il tessuto cristiano della nostra nazione. Questo sondaggio suggerisce che la loro voce non è rappresentativa della stragrande maggioranza del pubblico britannico». I risultati del sondaggio sono apparsi anche su ChristianyToday.

 

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    50 sacerdoti e migliaia di fedeli anglicani entrano nella Chiesa Cattolica.

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    Il Vaticano ha recentemente confermato l’ingresso nella Chiesa cattolica di 5 vescovi (vedi Ultimissima 11/11/10) e 50 sacerdoti anglicani. ItaliaOggi informa che ci sono anche migliaia di fedeli anglicani pronti a seguirli, e che la Chiesa cattolica potrebbe cominciare a rivendicare il proprio status ante-Riforma. Uno dei motivi principali di questi avvenimenti -riporta Religion En Libertad– è stata la decisione della Chiesa d’Inghilterra di ordinare delle donne (per una sorta di finta e forzata equiparazione dei sessi). Decisioni azzardate come questa stanno comunque mettendo in ginocchio l’unità fra gli anglicani, tanto che l’arcivescovo Williams ha recentemente avvertito del “rischio di dissoluzione della Chiesa d’Inghilterra pezzo per pezzo” (vedi ToscanaOggi). Così, moltissimi fedeli vedono (o possiamo dire, “ritrovano”) nella Chiesa cattolica un’istituzione sicura e certa delle sue origini, della sua tradizione e della sua autorità. Per questo l’aspettativa di assistere nei prossimi anni ad un grosso ritorno al cattolicesimo è molto alta.

     

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    Regno Unito: 5 vescovi anglicani passano al cattolicesimo.

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    Cinque vescovi anglicani lasceranno la Chiesa d’Inghilterra e entreranno nell’ordinariato previsto dalla Costituzione apostolica di Bendetto XVI “Anglicanorum cetus”, secondo il Daily Telegraph (articolo ripreso da La Stampa). I cinque sono i vescovi: John Broadhurst di Fulham, Keith Newton di Richborough (di cui avevamo parlato in Ultimissima 19/10/10), Andrew Burnham di Ebbsfleet, Edwin Barnes (un vescovo emerito che è assistente onorario del vescovo di Winchester), a e David Silk (un vescovo emerito che è ora assistente onorario del vescovo di Exeter). Si dichiarano “delusi” dalle riforme liberal della Chiesa d’Inghilterra compiute negli ultimi decenni e vogliono entrare nell’Ordinariato (che manterrà le tradizioni anglicane, anche se in comunione con Roma) alla ricerca dell’unità con Roma quando il nuovo ente sarà istituito l’anno prossimo. Cesseranno il loro lavoro pastorale nella Chiesa anglicana, non appena le loro dimissioni saranno definitivamente annunciate.



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    Regno Unito: la visita del Santo Padre ha dato una svolta al cristianesimo.

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    La visita di Benedetto XVI nel Regno Unito ha scatenato un’ovazione di successi. Ma ha anche dato l’avvio alla riscossa del cristianesimo e non solo per i cattolici. Da tempo la laicissima Inghilterra sta discriminando i cristiani nelle scuole e nei luoghi di lavoro. L’umiltà e la saggezza del Santo Padre ha dato il via ad una serie di iniziative da parte di anglicani, evangelici, protestanti e cattolici. Addirittura è stata promossa una campagna a livello nazionale chiamata “Non Ashamed”, invitando tutti i cristiani del Paese a restare uniti e a mostrare la propria fede in pubblico senza temere boicottaggi. La campagna è organizzata dal Christian Concern for our Nation, associazione di avvocati in prima linea nella difesa della libertà cristiana nel lavoro e nella società. La testimonial è Shirley Chaplin, l’infermiera licenziata dal suo posto di lavoro per aver indossato una catenina con una croce. In una nota del fondatore della Christian Concern, Andrea Minichiello Williams, pubblicato da Religion En Libertad, si legge: «Come evidenziato dalla recente visita di Papa Benedetto XVI, c’è grande consapevolezza del tentativo di eliminare Cristo dalla vita pubblica, relegandolo al regno del “privato e personale”, con effetti disastrosi sia per gli individui che per la comunità. Questa campagna mira a incoraggiare tutti i cristiani a non vergognarsi di ciò che sono e ciò in cui credono. E’ ora che la Chiesa ritorni alla sua voce e al suo ruolo nella vita pubblica». Williams ha continuato: «Molti cristiani si sono sentiti in grado di parlare e vivere la loro fede pubblicamente. La campagna incoraggia ad indossare un simbolo cristiano in modo vistoso, ma anche a donarlo alle famiglie, amici, vicini e colleghi di lavoro. E’ tempo per la Chiesa di trovare di nuovo la voce». La notizia è anche riportata da Avvenire, qui invece c’è il sito internet dell’associazione.

     


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    Si prevede un successo per la visita di Benedetto XVI in Inghilterra.

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    Non si capisce proprio dove l’infervorata lobby atea e agnostica e pure razionalistica italiana vada a raccattare le notizie. Pochi giorni fa illudeva le proprie pecorelle con annunci catastrofici: “non vi preoccupate, la visita di Benedetto XVI sarà un flop, in Inghilterra è totalmente sconosciuto (meno di Fabio Capello)”.
    Si può intuire la frustrazione ma viene da sorridere quando sui quotidiani nazionali appaiono invece articoli intitolati: Il Papa va a Londa: sarà un successo, come su Il Giornale, o La visita londinese di B-XVI scatena attese da popstar, su Il Foglio.

    L’articolista de Il Giornale scrive: «La visita di Papa Ratzinger nel Regno Unito si preannuncia diversa da come è stata rappresentata: non una corsa ad ostacoli irta di insidie o un flop, ma, con molte probabilità, un successo. Il Giornale apprende da fonti a Londra e a Roma che a Ratzinger sarà dedicato un gesto di attenzione senza precedenti, mai verificatosi per nessun altro capo di Stato: il principe Filippo, consorte di Elisabetta, si recherà infatti all’aeroporto per accogliere il Papa».

    E ancora: «Il primo giorno, in Scozia, si attende una grande partecipazione: il pellegrino di Roma non troverà certo un’accoglienza fredda, ma un concorso di popolo. Anche a Londra, durante gli spostamenti in papamobile, si prevede molta folla ed è per questo, ad esempio, che le autorità locali hanno deciso di allungare il breve percorso dal Lambeth Palace a Westminster Hall, consentendo a più persone di salutare il Pontefice. Anche se in Gran Bretagna, come in altri Paesi europei, la secolarizzazione avanza, non si deve credere che non vi sia interesse per la religione e la religiosità. E non deve sorprendere che un sondaggio del Tablet abbia dimostrato che il Papa è ben conosciuto nel Regno Unito».

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