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Scienza e Fede: il DNA non definisce l’uomo.

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La vita non è semplice e riducibile a nostri schemi. Ne è un esempio lo studio del Dna.
L’Osservatore Romano riporta un articolo del bioetico Carlo Bellieni, che afferma: “chi pensava che il Progetto genoma svelasse il segreto della vita deve ricredersi: appena nata, la decifrazione del genoma umano come spiegazione della vita è già vecchia, tanto che l’agenzia scientifica “Nova” titola: Un fantasma nei tuoi geni per spiegare come un secondo genoma tutto ancora da scoprire agisca sul Dna.”
L’ultimo numero della rivista della American Society for Cell Biology (aprile 2010) si dilunga su come insegnarlo al pubblico e nelle università; Eva Vermuza su “Menome” del 2003 già scriveva: “Come può una molecola composta di soli quattro elementi generare tanta complessità? La risposta semplice è che il Dna non lavora da solo”.
Sempre sull’Osservatore Romano interviene l’antropologo e il paleontologo di fama internazionale Fiorenzo Facchini in merito al recente ritrovamento dell’anello mancante tra l’uomo e la scimmia, che molti hanno già strumentalizzato per confermare le tesi neodarwiniste a antiteleologiche. L’articolo intitola: La leggenda dell’anello mancante. Aspettative deluse dallo scheletro di Sterkfontein..
Lo scienziato afferma: “Si può parlare di antenato della forma umana, senza che ciò significhi una derivazione dalla scimmia, una espressione molto frequente quando si parla di evoluzione dell’uomo, ma impropria. Rispetto alle Antropomorfe (i Primati meno lontani dall’uomo dal punto di vista biologico), ci separa una storia di sei-sette milioni di anni, pur ricollegandosi sia gli Ominidi che le Antropomorfe a un ceppo comune dei Primati. Si dovrebbe più correttamente dire che la comparsa dell’uomo sulla terra si connette a un ominide divenuto capace di autocoscienza e di libertà. È questo un passaggio che sul piano filosofico corrisponde a una “discontinuità (o salto) ontologica”, espressa nel comportamento culturale, e chiama in causa, in una visione aperta al trascendente, il concorso di Dio creatore a motivo della specificità spirituale dell’uomo.”