Feed RSS

Archivi tag: principio antropico

Gli scienziati: «la razionalità umana non può emergere da processi naturali casuali».

Inserito il

Il Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, Antonino Zichichi, ha scritto un interessante articolo su La Bussola, nuovo quotidiano cattolico online (nei primi due giorni sono state oltre 200mila le pagine scaricate, e 150mila accessi, un boom che ha reso impossibile per alcune ore l’accesso al sito). Il tema è il “terzo Big-Bang”, cioé il passaggio da un universo con vita priva di ragione ad un universo con vita dotata di ragione. L’universo avrebbe potuto essere esattamente com’è, con le stesse strutture e gli stessi dettagli, ma privo della nostra presenza. Lo scienziato sottolinea che si è scoperto solo una parte delle stelle è come il Sole, anche se nessuna è identica a un’altra. Se il nostro Sole fosse più grande, moriremmo di caldo; più piccolo, moriremmo di freddo; ferma restando la condizione di rimanere alla stessa distanza dal Sole nella quale ci troviamo ora. Noi non abbiamo scelto questa distanza, nè abbiamo stabilito quale dovesse essere la massa del Sole. Non solo: se la Terra fosse più piccola, quindi più leggera, non potrebbe tenere legato a sé quello strato d’aria cui diamo il nome di atmosfera e che ci permette di vivere. Se la Terra fosse più pesante, dovremmo avere una struttura ossea e muscolare adeguata alla forza gravitazionale in gioco. Ovviamente -continua Zichichi- sappiamo che ci sono nell’universo duecento miliardi di galassie, ciascuna contenente duecento miliardi di stelle. Il totale fa quarantamila miliardi di miliardi di posti in cui potrebbe esserci la vita così come è da noi, sulla Terra. Questo numero deve, però, essere messo a confronto con i dettagli necessari per dar vita a qualcosa di analogo alla nostra forma di materia vivente, dotata di quella proprietà cui diamo il nome di “ragione”. Allora, il problema è quello di capire quanti dettagli debbono essere presenti per arrivare a una forma di materia vivente capace di una attività intellettuale (la ragione) simile alla nostra, in grado di scoprire le grandi conquiste cui è arrivata la nostra forma di materia vivente. Calcolando tutte le condizioni necessarie per arrivare alla materia vivente dotata di ragione, se ne deduce che le stelle presenti nel nostro universo sono troppo poche. Ce ne vorrebbe un numero di gran lunga superiore a quello prima citato – quarantamila miliardi di miliardi – per potere realizzare quell’enorme quantità di “dettagli” necessari all’esistenza della materia vivente dotata di “ragione”. A conti fatti, risulta che, con il numero di stelle e galassie che compongono l’universo, l’esistenza della materia vivente dotata di ragione è davvero un miracolo. Dovrebbero esistere centomila miliardi di miliardi di miliardi di universi per averne uno dotato di vita come la nostra. Fu il padre della scienza, Galileo Galilei, a dire che “Colui che ha fatto il mondo” è più intelligente di tutti. Doveva toccare a un cattolico come Galileo Galilei, scoprire le prime Leggi Fondamentali della Natura da lui chiamate “le prime impronte del Creatore”.

Sono veramente tanti gli scienziati che confermano questa evidenza. Citiamo ad esempio il Nobel per la Fisica, Tony Hewish, spiega a Il Foglio del 9/2/08: «Dall’osservazione scientifica mi sembra, sia per gli esseri viventi che per gli elementi fondamentali della vita, vi sia un messaggio molto chiaro. E il messaggio è questo: l’universo è stato prodotto da un essere intelligente». Anche l’ex paladino dell’ateismo scientifico (ci piace chiamarlo spesso in causa proprio per la sua radicale conversione e per la sua attualtià), Antony Flew, dopo la conversione ha sostenuto in un’intervista alla Bbc nel 2004 e nel suo libro “Dio esiste. Come l’ateo più famoso del mondo ha cambiato idea” (Alfa & Omega 2010), che una «superintelligenza è l’unica spiegazione valida dell’origine della vita e della complessità della natura». La razionalità dell’uomo quindi è proprio la scatola nera degli atei materialisti: non è possibile infatti che essa emerga mediante processi naturali non guidati.

 

  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace


  • Notizie correlate
    Il Nobel per la medicina Luc Montagnier: «nei miracoli di Lourdes c’è realmente qualcosa di inspiegabile» (25/11/10)
    Scienza e Fede: intervista al fisico John Polkinghorne (24/11/10)
    Ordine e razionalità del cosmo: una delle prove filosofiche di Dio (6/12/10)
    L’origine della vita non è un caso, gli antiteisti allora tirano fuori gli extraterrestri (5/10/10)
    Ordine e razionalità del cosmo: una delle prove filosofiche di Dio (6/12/10)

    Il matematico Quarteroni: «l’Universo è controllato da un grande Regolarizzatore».

    Inserito il

    L’America’s Cup del 2003 e del 2007 è stata vinta dallo scafo di Alinghi grazie al matematico Alfio Quarteroni, che lo ha realizzato conducendo il progetto fluidinamico. Il suo campo di indagine è l’applicazione a eventi reali delle equazioni matematiche, insegna Analisi numerica presso il Politecnico di Milano e l’École Polytechnique Federale de Lausanne (EPFL). È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e ha ricevuto numerosi premi da varie associazioni internazionali di matematica (SIAM, ICIAM) e centri di ricerca (NASA, ICASE). Ha ricoperto importanti incarichi presso il CRS4 di Cagliari e ha insegnato all’Università Cattolica di Brescia e all’Università del Minnesota. Autore di circa duecento pubblicazioni su riviste internazionali, è stato uno dei pochi matematici italiani ad aver partecipato in qualità di relatore a un International Congress of Mathematicians.

    Intervistato dall’Osservatore Romano ha dichiarato: «Galileo, come Keplero, Newton e Cartesio, furono sostenitori dell’idea che il mondo fisico fosse stato dotato da Dio di una struttura matematica. Per chi ha fede il Dio creatore non può esimersi dall’essere anche un matematico. Il più grande di tutti, naturalmente. Perché ha risolto il più complesso problema inverso che mai sia stato posto: determinare le condizioni iniziali giuste (al tempo zero, quello della creazione) affinché il sistema dinamico dell’evoluzione dell’universo arrivasse a oggi a possedere questa meravigliosa grandezza».

    E lui, che opinione scientifica si è fatto di Dio?
    «Non sono mai riuscito a farmi “una ragione” incontrovertibile dell’esistenza di Dio. Tuttavia io Dio lo “sento”, non solo perché il sistema dinamico dell’universo non degenera nonostante le sue innumerevoli componenti siano talmente non lineari dal doversi ineluttabilmente piegare (sui tempi lunghi) a instabilità e degenerazioni irreversibili, se seguissero solo le leggi della matematica e della fisica, e non fossero invece controllate a distanza da un “grande Regolarizzatore”».

    Grande Regolarizzatore o Spirito immensamente superiore, come lo chiamava Albert Einstein («chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili» (H. Dukas and B. Hoffmann Albert Einstein: the Humane side, Princeton 1989, p. 32), insomma l’universo appare progettato da una mente matematico-razionale e non certo basato sul caos o sulla casualità cosmica, come qualche militante scientista vorrebbe far credere. Un importante matematico della Normale di Pisa, Antonio Ambrosetti (autore di La matematica e l’esistenza di Dio, Lindau 2009) ebbe a dire: «Negli ultimi anni in televisione è stato dato troppo spazio a personaggi come Odifreddi che hanno portato avanti la tesi dell’incompatibiltà tra fede e scienza con argomentazioni logico-filosofiche che, comunque, hanno poco a che fare con la matematica. Diceva Ennio De Giorgi: “All’inizio e alla fine, abbiamo il mistero. La matematica ci avvicina al mistero, ma nel mistero non riesce a penetrare”. La matematica mi fa intuire la presenza di Dio» (da Avvenire 11/12/08).

    Diffondi l’articolo: basta un click su OK (in alto a sx) a questo link.



    Notizie correlate
    Il genetista Craig Venter: «io non gioco a fare Dio. Da dove viene il soffio della vita?» (27/7/10)
    L’astronomo Coyne: «il dinamismo dell’Universo è un segno di Dio» (24/7/10)
    ll Nobel per la chimica: «Dio dovrà sempre aprire le sue braccia su di noi» (14/7/10)
    Il fisico d’Espagnat: il teismo è un’ipotesi razionale e possibile (12/5/10)
    L’astrofisico Bersanelli: la grandezza di Chi ha dato origine all’universo (10/5/10)
    Antony Flew: il paladino dell’ateismo che ha scoperto scientificamente Dio (26/4/10)
    Quando l’ateo Florenskij si convertì al cristianesimo grazie alla matematica (18/4/10)