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Archivi tag: scienza e fede

Ma da quando Darwin ha distrutto la fede religiosa?

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EvoluzioneNonostante abbiano ormai fatto il loro tempo, è ancora possibile talvolta trovare qualche scienziato che si accanisce nel voler dimostrare l’inesistenza di Dio attraverso discorsi scientifici. Dopo il pensionamento di Dawkins e Odifreddi, dopo la morte dei compianti Hitchens e Stenger, dopo il passaggio…

http://www.uccronline.it/2014/10/06/ma-da-quando-darwin-ha-distrutto-la-fede-religiosa/

Niccolò Stenone, il sacerdote cattolico fondatore della paleontologia

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L’11 gennaio scorso si è festeggiato l’anniversario di nascita di Niccolò Stenone, una dedica è stata fatta anche da Google dedicando a lui il suo logo. Stenone fu un importantissimo uomo di scienza e un sacerdote cattolico.


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Pontificia accademia delle scienze: il premio Nobel Werner Arber è il nuovo presidente

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Il biologo svizzero e Premio Nobel per la medicina, Werner Arber, professore emerito di microbiologia all’Università di Basilea sostituisce il fisico italiano Nicola Cabibo, scomparso di recente, alla guida della Pontificia Accademia delle Scienze. Ha vinto il Nobel per aver contribuito alla scoperta dell’edonucleasi del Dna. E’ stato nominato da Benedetto XVI nonostante sia di fede protestante e questo è un’importante fatto ecumenico poiché è la prima volta che l’Accademia è presieduta da un non cattolico. La Pontificia Accademia delle Scienze, riporta La Stampa, è stata fondata 400 anni fa da Papa Clemente VIII e riunisce 80 accademici nominati dal papa e scelti tra i più rinomati del mondo intero. Tra i membri si annoverano accanto al prof. Arber almeno altri venti Nobel (segnalati in Ultimissima 11/12/10). La scelta dei membri attivi dell’Accademia poggia unicamente su meriti scientifici ed etici , indipendentemente dalla nazione o dall’appartenenza religiosa. Oltre a ricoprire diverse cariche in Organismi scientifici a livello internazionale, è stato Presidente dell’ICSU (International Council for Science). Nominato Accademico Pontificio nel 1981, è Consigliere della Pontificia Accademia delle Scienze dal 1995.

 

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    Scienza e fede: i più grandi scienziati membri della Pontificia Accademia delle Scienze.

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    E’ molto difficile ancora oggi sostenere l’avversità tra scienza e religione, quando i migliori scienziati del mondo sono membri della Pontificia Accademia delle Scienze. Lo ricorda Edwin Cartlidge su FoxNews. Cartlidge è l’ex caporedattore della rivista ingelse Physics World, che ora collabora regolarmente con argomenti di fisica e questioni connesse (i suoi lavori appaiono regolarmente su New Scientist). Ricorda: «Tutti i membri della Pontificia Accademia delle Scienze concordano ampiamente sul fatto che la scienza moderna non sia assolutamente in contrasto con la fede religiosa». Nel mese scorso, durante l’annuale Sessione Plenaria dell’Accademia delle Scienze, Benedetto XVI ha affrontato il tema: “L’eredità scientifica del XX secolo” (qui parti del suo discorso). Lo ha fatto di fronte a celebri uomini di scienza, lodando le conquiste più recenti. Cartlidge dice: «Il Papa ha ricordato che la Chiesa cattolica incoraggia la ricerca scientifica e, rivolgendosi al pubblico ha ricordato che non bisogna né temere la scienza, né trattarla come una panacea in grado di rispondere a tutte le nostre più profonde domande esistenziali». Sono poi intervenuti vari membri dell’Accademia, tra i quali il premio Nobel Charles Townes che ha descritto la storia della sua invenzione del laser. Il biologo Werner Arber ha invece apprezzato il fatto che i lavori dell’accademia influenzino realmente il pensiero del Papa sul mondo scientifico. Cartlidge ricorda anche che «l’evento scatenante del conflitto tra scienza e religione fu la condanna di Galileo Galilei per il suo supporto all’eliocentrismo di Copernico. Il divario è poi aumentato a causa di incompresioni sulla teoria darwiniana. Tuttavia l’esistenza della Pontificia Accademia delle Scienze consente alla Chiesa cattolica di interfacciarsi con la scienza moderna». L’accademia è stata creata nella sua forma attuale nel 1936 da Papa Pio XI, lo scopo fu proprio per assicurare che la Chiesa Cattolica fosse tenuta al passo con le attuali scoperte scientifiche. La qualità scientifica non è l’unico criterio per l’adesione all’Accademia, e nemmeno la posizione esistenziale (sono presenti infatti anche alcuni “non credenti” e agnostici). Il Papa accetta o rifiuta nomine basandosi anche sulla base di un “elevato profilo morale”. Ad esempio, il biologo Edward De Robertis ha dichiarato che il suo recente ingresso nella Pontificia Accademia della scienza è stato concesso soltanto a seguito di un dialogo con un cardinale di Los Angeles. Il fisico ricorda pure che «Albert Einstein non superò questo criterio perché aveva una relazione extraconiugale».

    Tra gli attuali membri più illustri della Pontificia Accademia delle Scienze troviamo: il biologo premio Nobel David Baltimore, il chimico premio Nobel Paul Berg, il biologo premio Nobel Gunter Blobel, il fisico premio Nobel Claude Cohen-Tannoudji, il chimico premio Nobel Paul Jozef Crutzen, il biochimico premio Nobel Christian de Duve, il chimico premio Nobel Mafred Eigen, il fisico premio Nobel Gerhard Ertl, il fisico premio Nobel Theodor Wolfgang Hänsch, il fisico premio Nobel Klaus von Klitzing, il fisico premio Nobel Tsung- Dao Lee, il chimico premio Nobel Jean-Marie Lehn, il chimico premio Nobel Mario Molina, il chirurgo premio Nobel Joseph E. Murray, il chimico premio Nobel Ryoji Noyori, il fisico premio Nobel William D. Phillips, il chimico premio Nobel John Charles Polanyi, il fisico premio Nobel Carlo Rubbia e tanti altri. In passato altri celebri scienziati membri sono stati: Marconi, Carrel, Planck, Bohr, Heisenberg, Dirac, Schrodinger, Fleming e Lemaitre.

    P.S.: non ne fanno parte invece celebri Premi Nobel come Richard Dawkins e Pierciccio Odifreddi.

     

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    Uno dei più celebri fisici d’Europa è John Polkinghorne, conosciuto per il suo ruolo nella spiegazione dell’esistenza dei quark. Professore di Matematica all’Università di Cambridge ed ex presidente del Queens College, membro della Royal Society e vincitore del Premio Templeton. Nel 1982 lasciò però il mondo della fisica e divenne sacerdote nella chiesa di Inghilterra. Da allora ha scritto più di 30 libri sul rapporto tra fede e scienza, ed è una delle voci leader su questo argomento. Sul North Country Times è uscita una bellissima intervista (che vale la pena leggerla integralmente) realizzata da Dean Nelson, autore del libro in uscita nel 2011: “Salto quantico: come John Polkinghorne ha trovato Dio nella Scienza e nella Religione”. Fra le altre cose, ha dichiarato: «Scienza e fede sono amici, entrambi sono alla ricerca della verità. La scienza chiede come le cose si verificano, ma non fa domande sul significato o lo scopo di esse. Coloro che pensano che essa dica tutto hanno un’arida visione della vita. Esistono fondamentalisti religiosi che sostengono che la Bibbia dia risposte a tutte le domande, anche quelle scientifiche. Ma gli scienziati come Richard Dawkins sono altrettanto fondamentalisti».

    Polkinghorne si concentra poi sulle recenti dichiarazioni di Stephen Hawking circa l’inutilità di Dio nella creazione del cosmo: «Anche se supponiamo che abbia ragione, si continua a non rispondere alla domanda di come le cose siano cominciate o perché esse esistono. Se la sua teoria è corretta, da dove è venuto tutto? La scienza non potrà mai rendere Dio superfluo. Su molte cose la scienza ha corretto la visione religiosa, e questo è stato vantaggioso per entrambe le parti per aiutare a vedere più chiaramente. Chi ha fede dovrebbe accogliere la verità da qualunque fonte essa proviene. Non tutta la verità viene dalla scienza, ma molto si. Mi dispiace quando vedo cristiani che voltando le spalle alla scienza. Invece alcuni scienziati ritengono che la fede sia una questione di chiudere gli occhi e stringere i denti, credere a cose impossibili presentate da qualche autorità indiscutibile, un libro infallibile o una chiesa infallibili. Non è nulla di tutto questo».

    E’ opinione comune che i fisici siano statisticamente gli scienziati più credenti. Polkinghorne ne spiega il motivo: «Se si lavora in fisica fondamentale si è colpiti dall’ordine meraviglioso del mondo. Si è colpiti da un profondo senso di fondo e di meraviglia e questo porta le persone che lavorano nel campo della fisica fondamentale a chiedersi se ci sia una sorta di mente dietro a questo. I fisici utilizzano un linguaggio che comprende la “mente di Dio” quando scrivono per il grande pubblico. Vi è anche l’intuizione che il mondo è meravigliosamente ordinato in un modo che non sembra proprio essere una felice coincidenza. I fisici credono nella realtà invisibile, senza nemmeno pensarci. Credo che l’eseprienza personale suggerisce l’esistenza di Dio, una volontà e uno scopo e una mente dietro a tutto».

     

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